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Ciao mamma, vado in vacanza. Nuda.

Ciao mamma, vado in vacanza. Nuda.

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No, non ho mai detto questa frase a mia mamma.

Non mi vergogno di prendere il sole nuda in mezzo a gente nuda, nè di andare in vacanza in un campeggio nudista dove la gente va a lavare i piatti (semi)nuda, mangia e dorme nella propria piazzola nuda e monta la tenda nuda (ecco, io questo non l’ho fatto, ma per qualcuno nella scala di priorità quella di togliersi i vestiti subito dopo aver messo naso nel campeggio supera di gran lunga quella di costruire il prima possibile un riparo da chiamare temporaneamente ‘casa’).

Tuttavia ho preferito evitare sguardi interrogativi, domande impertinenti e battute che sarebbero state tramandate negli anni a venire tra parenti di ogni grado e amici neanche troppo vicini.

Sì, mi piace andarmene in giro senza costume

e rientrare dalle vacanze senza cinquanta sfumature di bianco con forme e dimensioni diverse, e probabilmente questo fa di me una nudista. E mia mamma non lo sa.

Livello Spiaggia

La mia evoluzione da tessile (è questo, ahimè, il nome con cui i fan del costume adamitico definiscono tutti quelli che non riescono a rinunciare ai vestiti) a nudista risale a due estati fa, quando, con mio marito, sono approdata timidamente sulla spiaggia francese di Pampelonne e ho lasciato scivolare il costume sulla sabbia sfoggiando il mio pallore nella sua interezza.

Dopo quel piccolo atto di coraggio è diventato tutto più chiaro: la parte difficile non era lasciare che vento, sole e sguardi discreti raggiungessero parti del corpo che fino a quel momento erano rimaste intime, quanto piuttosto costringersi a indossare quegli strati indispensabili per far ritorno al campeggio (non nudista) e confondersi tra gli altri turisti rispettabili. Oppure per scattare quelle poche foto da tenere a portata di mano in caso di richiesta (e vallo a spiegare che il mezzo busto non era una scelta fotografica e che la maglietta era l’unico pezzo che indossavi).

Trasportati da questo nuovo feeling con il nostro corpo, abbiamo deciso di passare al livello successivo: il campeggio riservato ai naturisti.

Livello Campeggio

Non tutti i campeggi sono ad uso esclusivo dei nudisti, alcuni sono misti, ma giunti a questo punto l’ultima ci sembrava una via di mezzo poco coraggiosa, quindi abbiamo optato per il nudo al 100%.

Nel nostro caso non solo il nudismo era consentito ma, in alcune aree comuni come la piscina e la spiaggia, non era permesso indossare nessun tipo di indumento.

Mi rendo conto che così sembri una forzatura e che sia difficile associare un rigido divieto ai concetti di libertà e naturalezza di cui si fa promotore il naturismo. Ma quando decidi di vivere la tua vacanza in totale libertà in mezzo a persone che hanno fatto la stessa scelta è difficile che ti venga la voglia improvvisa di coprirti con un pezzo di costume o di girare con la maglietta per spezzare la nudità. E, d’altro canto, l’idea di potersi ritrovare nudi e improvvisamente circondati da gente vestita non ti consentirebbe di prendere il sole con spensieratezza.

Credo che molti (tessili 😀 ) pensino ancora al campeggio nudista come isola di perdizione e lussuria in cui, a pensarla bene, occhi indiscreti scannerizzano i corpi nudi attraverso buchi ritagliati furtivamente nelle pagine di giornale o, nel peggiore degli scenari, gruppi di persone semisconosciute si mischiano in pratiche sessuali perverse degne da olimpiadi del porno.

Ora, non per voler a tutti i costi fare dello spoiler e sfatare falsi miti, ma la nostra recente esperienza da novelli campeggiatori nudisti si può riassumere così:
incontri ravvicinati con anziani del terzo tipo: over 50, 60, 70 in pace con loro stessi, rilassati mente e corpo sui lettini da spiaggia posizionati in punti strategici e funzionali alla tintarella integrale durante il giorno, e vestiti di paillettes e fantasie hawaiane per allenare le articolazioni sulle note malinconiche di vecchi successi country/rock di notte;
brevi dialoghi con ordinarie famiglie di genitori esauriti e desiderosi di vacanza con al seguito figli spensierati e felici di non dover prestare attenzione al pantaloncino bianco che potrebbe macchiarsi sull’erba e a al costume che potrebbe scivolare via in un tuffo spavaldo;
amichevoli scambi di sorrisi con animatori (vestiti) impegnati nell’intrattenimento di bambini e anziani iperattivi con giochi di squadra, balli di gruppo e cauti esercizi di ginnastica.

A completare la popolazione c’eravamo noi: consapevoli di aver sbagliato campeggio (incontrare gente relativamente giovane con cui fare due chiacchiere e condividere una bottiglia di vino si è rivelato presto un miraggio) e felici di passeggiare, nuotare, dormire e fare l’amore nudi. Liberi e sinceri.

In fondo il campeggio nudista non è nient’altro che un lembo di mondo ben delimitato in cui le persone accettano serenamente le proprie imperfezioni e si presentano agli altri così come sono, sinceramente e nel pieno rispetto della natura. Dove, insieme ai vestiti, se ne vanno tutte le malizie e le fantasie stuzzicate da sederi inguainati in leggings modellanti, seni soffocati tra push up rinforzati e pancette spianate sotto strati di nero snellente. Rimane al limite un pizzico di vanità, quella che ti fa decidere di dare una sistemata ai peli pubici prima di partire. Ma io preferisco chiamarla cura del corpo, e un modo come un altro di volersi bene.

La realtà è che, probabilmente, per la maggior parte delle persone l’accettazione e la confidenza con il proprio corpo sono traguardi che si raggiungono solo dopo diversi anni di complessi e un percorso di maturazione che richiede tempo. Ergo è più difficile trovare giovani che sposino la filosofia naturista e molto semplice finire per essere circondati da persone che hanno il doppio o il triplo dei tuoi anni. E che alla fine, a dirla tutta, sono quelli che ‘hanno capito tutto della vita’ e se la spassano senza troppi problemi. 

Consigli per gli acquisti

Se state pensando di sperimentare il campeggio naturista per la prima volta, questi sono i consigli che mi sento di dispensare:

  • informatevi sull’età media dei frequentatori prima di prenotare 😉
  •  cercate tra le mete più collaudate, come Francia e Croazia
  • scegliete un posto facilmente accessibile (molte ‘spiagge’ naturiste sono in realtà delle porzioni di terra poco amichevoli ritagliate in luoghi impervi raggiungibili solo dopo un corso intensivo di arrampicata)
  • mettete in valigia un pareo: metterà la giusta distanza tra i vostri glutei e quelli di un altro (na)turista quando deciderete di prendere un caffè seduti al tavolino del bar.

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