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7 giorni di notizie sveltine: la Giornata Mondiale contro l’AIDS

Breve panoramica di quello che di rilevante, bizzarro, eccitante è successo nel mondo nell’ultima settimana #allaricercadelpiacere.

Sveltine da calendario: la Giornata Mondiale contro l’AIDS 

Sabato 1 dicembre è stata la Giornata mondiale contro l’AIDS (World AIDS Day), una data intesa a sostenere la lotta all’HIV/AIDS, supportare chi convive con l’HIV e commemorare le vittime di AIDS, ma anche un’occasione per diffondere la conoscenza di un fenomeno che è ancora largamente ignorato, discriminato e sottovalutato.

Diciamolo: quando si parla di HIV e AIDS siamo tutti ignoranti.

L’AIDS è stata riconosciuta come malattia epidemica nel 1981 ed è solo nel 1984 che il virus HIV è stato identificato.

Da allora, quando il tasso di mortalità dell’AIDS era molto vicino al 100%, l’impatto del virus sulle vite umane è cambiato grazie ai progressi della ricerca.

La svolta è avvenuta nel 1996 con l’adozione della Terapia Antiretrovirale come standard mondiale nella lotta all’AIDS. Sebbene non sia ancora possibile eliminare il virus dal corpo e guarire dall’AIDS, la terapia antiretrovirale è in grado di abbassare la carica dell’HIV sotto la soglia rilevabile.

Quindi, le persone sieropositive che seguono regolarmente la terapia, e la cui carica virale non è rilevabile da almeno 6 mesi, non possono trasmettere il virus sessualmente (ma possono comunque contrarre altre infezioni sessualmente trasmissibili in assenza di protezione).

Questo significa che potenzialmente abbiamo gli trumenti per sconfiggere l’HIV interrompendone la trasmissione.

I fatti sono però ben diversi, perché non siamo abbastanza informati in materia.

Non abbiamo ancora chiaro in mente tutti quanti come si trasmette e come non si trasmette il virus. Il rischio di contagio viene sottostimato e spesso le persone fanno il test dell’HIV ad anni (!) di distanza dal contagio (anni in cui il virus viene con tutta probabilità trasmesso a chissà quante altre persone, involontariamente), dopo la comparsa dei sintomi. Le diagnosi tardive sono particolarmente frequenti per gli eterosessuali (a proposito di questo consiglio di leggere l’articolo su Wired).

E qua arriviamo a un altro punto. Talmente ne sappiamo poco, l’AIDS è ancora stigmatizzata come malattia che tocca solo alcune categorie di persone: omosessuali ed eroinomani.

Sono cazzate. E discriminare persone contagiate dal virus è stupido.

L’AIDS riguarda chiunque abbia una vita sessuale attiva. L’AIDS riguarda tutti. Su questo punto è stata sviluppata la campagna dell’Anlaids di quest’anno: #TIGUARDA.

Non la mia preferita, lo ammetto, ma il messaggio di base è importante.

Durex invece ha lanciato un messaggio forte e chiaro con la campagna HAVE SEX, SAVE LIVES – Fai sesso, salva vite – che ha coinvolto anche l’icona pop svedese Zara Larsson.

 

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Quest’anno Durex si è alleata con RED, l’associazione fondata da Bono Vox e Bobby Shriver, nella lotta all’AIDS.

Insieme hanno lanciato il progetto triennale Keeping Girls in School per il Sud Africa: una raccolta fondi per ridurre i contagi da HIV e le gravidanze indesiderate tra le giovani donne, che sono tra le cause di interruzione degli studi.

Durex si impegna a donare un minimo di 5 milioni di dollari al Fondo globale per la lotta all’Aids, la tubercolosi e la malaria. La cifra raggiunta sarà raddoppiata dalla Fondazione Bill and Melinda Gates per raggiungere una donazione di almeno di 10 milioni di dollari.

preservativi durex edizione limitata

Per sostenere il progetto è stata lanciata una confezione di preservativi in edizione limitata (DUREX)RED: si trova in vendita su Amazon e Mysecretcase; contiene 20 preservativi e costa 14,99 €.

Informazioni sveltine su HIV e AIDS

  • L’HIV è il virus che aggredisce il sistema immunitario e può provocare l’AIDS, la malattia, in assenza di cure adeguate. Solo quando il livello dell’infezione supera una certa soglia, il soggetto è considerato malato di AIDS.
  • Una volta entrato nell’organismo, l’HIV non si elimina.
  • Il virus viene trasmesso tramite sangue, secrezioni vaginali, liquido seminale e latte materno infetti. NON viene trasmesso tramite lacrime, sudore, saliva, urina (o meglio, non ci sono casi documentati di questo tipo di trasmissione).
  • Il virus raggiunge l’organismo attraverso: ferite aperte, prepuzio, uretra, mucosa vaginale, mucosa anale, mucosa della bocca (ecco perché si può trasmettere tramite sesso orale non protetto, anche senza aver ferite aperte in bocca).
  • Il sesso anale non protetto è particolarmente a rischio perché la mucosa anale è molto sottile.
  • Altre malattie sessualmente trasmissibili (MST) aumentano il rischio di contrarre o trasmettere l’HIV.
  • Il preservativo è l’unico contraccettivo che protegge dalle MST. Quello per il sesso orale praticato su una vulva è il Dental Dam o Oral Dam (un lenzuolino di lattice).
  • I primi sintomi dell’AIDS possono manifestarsi nelle prime settimane del contagio (ma a volte non si verificano) e sono simili a quelli influenzali. Poi scompaiono spontaneamente (in qualche settimana) perché il sistema immunitario reagisce, ma il virus continua a proliferare.
  • Alcune persone non manifestano sintomi anche fino a 10 anni o più dopo il contagio.
  • In Italia, nelle strutture ospedaliere il test dell’HIV è anonimo e gratuito.
  • In farmacia si trovano auto-test istantanei che costano circa 25 euro.
  • Il problema è che in Italia i minorenni possono fare o acquistare il test solo con consenso scritto di un genitore, e questo può scoraggiare giovani dal fare il test per non affrontare il giudizio dei propri genitori.

Baby: la serie Netflix made in Italy sulle baby squillo romane

 

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Venerdì 30 novembre è uscita su Netflix la prima stagione di Baby, la serie made in Italy che si ispira al caso delle “baby squillo” dei Parioli: due baby prostitute (14 e 15 anni) della Roma bene che venivano ricompensate in cocaina, contese tra i magnaccia e subivano pressioni familiari.

Tante le aspettative, a quanto pare deluse da una trama banale con personaggi stereotipati già visti, dove si perde la tematica della prostituzione e la storia reale dei fatti.

Vice ne ha fatto un’analisi accurata e condivisibile.

La sessualità dei millennial: poco sesso, tanto sexting e molto porno

L’istituto di ricerca Eurispes ha indagato le abitudini sessuali e sentimentali di 1000 ragazzi tra 18 e 30 anni e redatto il rapporto “Sesso, erotismo e sentimenti: i giovani fuori dagli schemi”.

I risultati dicono che:

6 su 10 praticano sexting;
quasi 8 su 10 ritengono che l’autoerotismo “faccia parte della normale vita sessuale di un adulto”;
6 ragazzi su 10 e meno della metà delle ragazze ritengono accettabile prestazioni sessuali a pagamento per gli uomini (meno per le donne);
7 su 10 guardano porno, soprattutto per autoerotismo e per giocare con il partner;
più della metà non usa sex toy e non pratica BDSM;
il 46% dei bisessuali, il 40,9% di eterosessuali e solo un quarto degli omosessuali usano il preservativo “sempre”;
quasi 6 su 10 fanno sesso occasionale;
la metà ha uno/a scopamico/a;
la coppia aperta piace solo al 20,7%.

Consiglio di andare cauti sull’attendibilità, visto che il campione di intervistati è piuttosto ridotto (dei 1000 questionari ne sono stati considerati validi 710) e bisogna considerare che le risposte potrebbero essere influenzate dalle condizioni nelle quali sono state fornite.

È comunque una panoramica del cambiamento delle abitudini in tema sesso e relazioni.

Per la relazione completa con tutti i dati: sito dell’Eurispes.

La linea di abbigliamento per bambini ‘satanica’ di Céline Dion

Céline Dion ha lanciato una linea di abbigliamento per bambini gender neutral (senza genere) che comprende vestiti, tutine, scarpette che non sono connotati da nessun colore e nessuna forma che tradizionalmente definiremmo ‘da maschio’ o ‘da femmina’.

I primi pareri su Célinununu (e’ il nome della linea, poco autoreferenziale eh?!) non sono troppo lusinghieri. Le croci e i teschi su fono bianco, grigio, nero o giallo sono stati definiti brutti e inquietanti, simbolismo oscuro di un “Nuovo Ordine”.

Un esorcista americano (uno di quelli veri, certificati, fatto esorcista da un vescovo della Chiesa Cattolica: non sapevo che esistessero fuori dai film) ha anche definito la linea ‘satanica’, perché di generi Dio ne ha fatti 2 e “questa cosa del genere” è demonica.

Quella scena di sesso col burro di Ultimo Tango a Parigi

Chi ha parlato della recente morte di Bernardo Bertolucci – autore  del cinema italiano e star del cinema internazionale – non ha potuto fare a meno di ricordare la celebre e controversa scena di Ultimo Tango a Parigi.

Nel 1972 l’Italia si scandalizzava davanti agli 8 secondi nei quali Marlon Brando praticava una sodomia a Maria Schneider, aiutandosi col burro. Solo in seguito si è venuto a sapere che quella scena era stata un’iniziativa presa da Brando, poi approvata da Bertolucci, all’insaputa della giovane attrice che avrebbe voluto rifiutarsi.  «Volevamo la sua reazione spontanea a quell’uso improprio» aveva rivelato qualche anno fa Bertolucci. Parole che hanno tutto un altro peso nel mondo post Metoo.

Sveltine nostrane

La censura sul sesso è cieca e colpisce l’arte da Mozart al non-porno

È difficile pensare che in Italia prima o poi arriveremo a trasmettere un’educazione sessuale sana, positiva e utile quando la censura colpisce indistintamente pornografia e arte (non che una se lo meriti più dell’altra).

Nelle Marche, gli insegnanti di tre scuole medie di Ascoli Piceno si sono rifiutati di portare gli studenti alla rappresentazione dell’opera “buffa” di Mozart Così fan tutte, perché ritenuta “troppo spinta” a causa dei riferimenti licenziosi ed erotici riguardanti il corteggiamento.

 

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A Milano è stata annullata la mostra dell’artista “Porno per bambini” che doveva essere allestita alla Santeria Social Club. Oltre al nome provocatorio, non c’è traccia di pornografia e ovviamente neanche di pedopornografia nelle opere. La illustrazioni dai tratti abbozzati sono la rappresentazione della sessualità vista dall’artista con gli occhi di bambino.

Difficile capire come i moralisti pensino che i ragazzi dovrebbero essere eruditi alla sessualità visto che l’arte viene criminalizzata e stigmatizzata alla stregua del porno. Forse dovremmo iniziare a condannare i moralisti.

La sessualità sugli schermi del Torino Film Festival

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The Front Runner – Il vizio del potere (in uscita il 21 febbraio) ha aperto la 36a edizione del Torino Film Festival (23 novembre – 1 dicembre 2018): il film ripercorre lo scandalo sessuale che è costato la corsa alla Casa Bianca al senatore Gary Hart, considerato il favorito, alle presidenziali del 1988, poi vinte da George Bush padre.

L’intreccio tra sesso e politica tornerà sullo schermo, quello piccolo stavolta, con Clinton: storia di un sexgate, la docu-serie che sarà trasmessa su History dal 23 dicembre.

Al Torino Film Festival è stata presentata anche l’anteprima di Sex Story, il documentario che racconta i costumi sessuali nei primi 35 anni di storia della tv attingendo da frammenti del repertorio Rai.


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