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#TooSexyForTumblr: la guerra al porno che censura i polli crudi e fa a pezzi la cultura

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Peccheremmo di ingenuità se credessimo ancora che su internet ci sia posto per tutti e per tutto.

La grande operazione di pulizia messa in moto dalle potenti macchine dei social sta plasmando un mondo virtuale sempre più asociale dove è sempre più difficile sentirsi liberi di esprimere le proprie opinioni e interagire con le persone.

C’è una guerra digitale in corso, incaricata della missione di estirpare la pornografia dal web, che sta rischiando di lasciare indietro molti più feriti di quelli che ammette di voler combattere – polli crudi compresi.

 

Da pochi giorni Tumblr ha annunciato che dal 17 dicembre nessun “contenuto per adulti” sarà accettato sulla piattaforma di microblogging. Foto, video, gif che mostrano genitali umani o “capezzoli che si presentano femminili” e atti sessuali saranno eliminati.

La scelta sembra un tentativo per recuperare punti e fiducia nei confronti del colosso di Cupertino che il 16 novembre ha proceduto alla rimozione forzata dell’applicazione di Tumblr dall’Apple Store a causa della scoperta di alcuni contenuti pedopornografici.

Peccato che la nuova manovra di Tumblr non finirà per rendere il mondo dell’internet un posto migliore ma per impoverirlo di contenuti artistici, educativi, creativi.

La narrazione pornografica all’interno di Tumblr si è arricchita del contributo di artisti, fotografi e altri creatori di contenuti espliciti, come direttori porno indipendenti, e di prospettive femministe, queer, diverse rispetto allo ‘standard’ cisgender e eterosessuale.

 

Proprio per la storica apertura nei confronti del sesso e della nudità, la piattaforma ha ospitato comunità e gruppi altrimenti “marginalizzati” che hanno trovato uno spazio libero e inclusivo nel quale esprimersi e ritrovarsi, promotore di valori positivi e di accettazione del proprio corpo e della propria sessualità.

Comunità LGBT, persone del mondo kinky, artisti erotici e blogger impegnati nella condivisione di consigli e informazioni riguardo al sesso hanno contribuito negli anni a dare forma a questo spazio arredandolo con i loro contenuti.

Oggi gli anni di lavoro e attivismo di queste persone rischiano di essere vanificati da una censura indiscriminata e incontrollabile.

Il grande occhio virtuale onnisciente preposto al setaccio dei contenuti dovrebbe distinguere il materiale esplicito ‘porno’ da quello erotico di tipo artistico – sia visivo che scritto – o di promozione della salute sessuale, e lasciarlo pubblicato, visibile e intonso.

L’algoritmo che modera automaticamente i contenuti, e che ha cominciato a segnalare foto di nudo e pornografiche, però ha già dimostrato di essere poco affidabile: nel calderone dei “contenuti per adulti” contrassegnati con l’allarmante banda rossa e minacciati di essere eliminati sono finite immagini innocue come unicorni che vomitanopetti di pollo crudo, l’immagine di BatMan in procinto di mangiare tre wurstel e la foto di Gordon Ramsay che tiene un tortino di riso davanti al petto come se fosse una tetta.

Gli utenti stanno utilizzando l’hashtag #toosexyfortumblr per condividere i post più ridicoli che sono stati segnalati per errore e per dimostrare la fallibilità dell’algoritmo e dell’intera manovra.

Questa è la parte divertente. Ce n’è un’altra che non fa ridere per niente, per quanto amaramente ironica. La data dell’inizio effettivo della grande pulizia di Tumblr, il 17 dicembre, coincide con la Giornata mondiale contro la violenza sulle Sex Workers.

Se c’è una categoria di persone che risentirà pesantemente della censura del porno è proprio quella dei sex worker – come escort e camgirl – che utilizzavano Tumblr come strumento di lavoro per costruire e coltivare la propria community, “controllare” i clienti e pubblicizzare contenuti a pagamento. 

Per loro si tratta dell’ennesimo attacco che si aggiunge a quello sferrato in America dalla legge FOSTA/SESTA, che ha portato alla chiusura di siti che ospitavano gli annunci dei sex worker, e a quello della nuova campagna intimidatoria e misogina #thotaudit guidata da troll del web che minacciano di segnalare le sex worker all’IRS, l’Amministrazione fiscale americana.

 

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Attacchi che stanno marginalizzando i sex worker lasciandoli con la quasi unica alternativa della prostituzione su strada – con tutta la pericolosità e la mancanza di tutela che comporta.

L’era della libertà di espressione online sembra ormai tramontata – o forse non è mai cominciata – e le persone si sentiranno probabilmente sempre meno a proprio agio nell’esprimersi e nel confrontarsi.

Nell’attesa di un futuro migliore, i nuovi esodati di Tumblr stanno cercando asilo nella nuova piattaforma Pillowfort che però è ancora in versione beta e non completamente funzionante.


Fonte immagine: Adweek – Photo Illustration di Amber McAden, Getty Images, Tumblr


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