LE SEX EN ROSE

Qui si parla di ricerca del piacere.

 

La ricerca del piacere è la risposta naturale ai segnali che il corpo ci invia. Naturali sono le emozioni che genera. Naturale è la voglia di stare bene con sé stessi e con gli altri che ci porta a ricercare il piacere.

Niente di sbagliato, innaturale o perverso ha a che vedere con il piacere. Niente che debba essere screditato, discriminato, giudicato, nascosto.

Eppure parlare di masturbazione femminile significa ancora abbassare la voce, selezionare bene le parole per non esporsi troppo, temere di essere giudicati male e far finta di non aver niente a che fare con quel mondo perverso, che appartiene al massimo a persone sole, assatanate o malate di sesso.

Da un lato.

Dall’altro c’è tutta una tribù di espertoni del sesso, guru dello squirting, predicatori del kamasutra, accalappiatrici di uomini, di membri pronti all’uso e vagine insaziabili, di armadi straripanti di fruste, falli di gomma, e buchi contornati da fedeli riproduzioni di genitali femminili. Gente priva di limiti, frenuli inibitori, peli sulla lingua e in ogni altra parte del corpo, e paura di non farcela.

Credo che nel mezzo ci siano un sacco di persone, davvero tante, che si confrontano quotidianamente con la propria sessualità, che guardano con curiosità al proprio corpo, che provano a migliorare l’intesa sessuale con il proprio partner e che semplicemente vogliono stare bene, da soli o con gli altri, ma che per via delle convenzioni sociali, dei taboo e altre diavolerie simili, si approcciano con timidezza, timore o incertezza ad alcuni aspetti della sessualità.

Qui è dove vorrei stare io: a scrivere di tutto quello che di naturale, interessante e divertente abbia a che fare con il piacere.

Di autoerotismo e sex toys: non quegli esperimenti ingegneristici che meccanicamente sostituiscono gesti e parti del corpo, ma tutti quegli oggetti progettati per aumentare le sollecitazioni e amplificare le sensazioni che contribuiscono in modo discreto, colorato ed ergonomico nella ricerca del piacere individuale o di coppia. Io li chiamo giochini non a caso.

Di cura e conoscenza del proprio corpo e di sessualità in generale. In qualità non di chi ha qualcosa da insegnare ma da imparare, e che ha voglia di condividere per stimolare uno scambio di opinioni ed informazioni.

Perché la ricerca del piacere è un percorso diverso per ognuno in cui c’è sempre qualcosa di inesplorato da imparare e da provare.

E poi, ad essere del tutto onesta, non penso di avere molto da insegnare considerando che la mia formazione in materia consta di qualche ora di edulcorata educazione sessuale negli anni delle medie, una o due gite (!!) scolastiche al consultorio locale ad essere indottrinata sui metodi di contraccezione e messa in guardia sui rischi del sesso, e un brillante libro illustrato che mia mamma ha pensato bene di regalarmi (quasi più imbarazzante di quell’angosciante discorso sul sesso genitore-figlio che non sai bene quando arriverà ma che comunque ti aspetti, grazie ai tanti film che l’hanno stereotipato e reso popolare) dal titolo fuorviante (La mamma ha fatto l’uovo) e da istruzioni degne di wikiHow (questo si infila qui – con tanto di disegno e freccina). Il resto è curiosità, ricerca, pratica e sperimentazione, e sono solo all’inizio.

A fianco a me, dietro l’obiettivo fotografico, davanti allo schermo del pc a revisionare gli articoli, e in prima linea a sperimentare nuovi modi di provare piacere c’è il mio compagno di viaggio: mio marito.

Che sono una donna si era capito, credo.

 

Buona ricerca,

Le Sex en Rose

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