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Le celebrities puntano sui sex toys, Harry Styles icona di stile genderfluid su Vogue

Le celebrities puntano sull’industria dei sex toys

Dopo la partnership di Lily Allen con il marchio Womanizer (l’inventore del “succhia-clitoride“):

Dakota Johnson diventa co-direttrice creativa (e investitrice) di un brand dedicato al benessere sessuale

(e le testate commentano il suo look). Il brand è Maude, che produce sex toys, condom, lubrificanti e candele massaggio contraddistinti da qualità elevata ed estetica essenziale.

 

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Cara Delevigne diventa comproprietaria e consulente creativa di Lora DiCarlo

brand che opera nel sex tech sviluppando sex toy tecnologicamente innovativi.

 

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Harry Styles prima cover star uomo nella storia di Vogue

ma a fare notizia sono i suoi outfit che mischiano indumenti maschili e femminili mettendo in discussione canoni estetici stereotipati e svincolandoli da connotazioni sessuali/di genere.

 

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Presentato il Partito Gay “solidale, ambientalista e liberale”

accolto con grande scetticismo sia per la scelta del nome, non rappresentativo di tutto lo spettro di identità e orientamenti sessuali, sia per le conseguenze negative che potrebbe avere sulla comunità LGBT+.

Su Insatgram compare il like del Papa al post di una modella brasiliana

e il Vaticano apre un’indagine ufficiale rivolgendosi a Instagram per capire come sia potuto succedere. La modella, Natalia Garibotto, che nella voto è (s)vestita da scolaretta vicino a degli armadietti, ha commentato sui social “almeno andrò in Paradiso”. Amen

Anche questa settimana, il giornalismo italiano non ha perso l’occasione di fare schifo.

Questa volta alle spese di due maestre.

Una è quella al centro della “notizia” del caso di “revenge porn” in cui un video intimo di una ragazza che fa la maestra d’asilo nel torinese è stato diffuso senza il suo consenso fino a costarle il licenziamento (e minacce e umiliazioni). I fatti risalgono a 2 anni fa ma varie testate hanno recuperato la notizia con una narrazione profondamente problematica e sensazionalistica che colpevolizza la vittima e punta a scatenare l’indignazione dei perbenisti e ad appagare l’immaginario eterocentrico e sessista dei pene dotati che sono andati su Pornhub a digitare nel campo di ricerca “maestra asilo”.

Il dialogo che si è aperto ha visto coinvolta anche Chiara Ferragni che in un video su Instagram ha affrontato tematiche come slut shaming, victim blaming, revenge porn.

 

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L’altra maestra è quella di una scuola elementare di Firenze in cui si è tenuto un laboratorio contro gli stereotipi di genere. La maestra ha iniziato a ricevere minacce quando un quotidiano ha tirato fuori la fake news su una presunta bufera dei genitori della scuola scoppiata a causa dell’imposizione di una (inesistente) “ideologia gender”.

Date en rose della settimana

Dal 13 al 19 novembre è stata la Settimana della consapevolezza transgender

che si propone di dare visibilità alle storie delle persone trans, sensibilizzare sulle discriminazioni che devono affrontare e promuoverne l’inclusione nella società. La Transgender Awareness Week si è conclusa con il Transgender Day of Remembrance (TDOR) (Giorno della Memoria Transgender), nella data del 20 novembre, per commemorare le vittime dell’odio e del pregiudizio transfobico.

Il 18 novembre è stato LGBT STEM Day

Una giornata che celebra il lavoro delle persone facenti parte della comunità LGBT+ nei settori di scienza, tecnologia, ingegneria, matematica.

 

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