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Nel Mese della Masturbazione, su e giù per i monti...

Nel Mese della Masturbazione, su e giù per i monti di Venere

maggio mese masturbazione

Tempo di lettura: 3 min

Maggio è il mese delle rose, delle dichiarazioni d’amore e, dal 1995*, della masturbazione.
A svantaggio del romanticismo e a favore della conoscenza di un aspetto naturale della sessualità troppo spesso trascurato.

Ragionando sulla masturbazione femminile, mi sono ritrovata colta da un’improvvisa ondata di positività a sentirmi felice di essere donna oggi, 2017, e poter affrontare questa parte fondamentale della mia sessualità con libertà, curiosità e creatività.

L’esplorazione sessuale in tutte le sue forme è un percorso solitamente più tortuoso e tormentato per chi viene da Venere rispetto a chi parte da Marte.
Ogni donna si ritrova, sul proprio cammino, a dover fare i conti con tabu, preconcetti, stereotipi, facili giudizi e parti del corpo poco conosciute. E a ‘subire’ il fatto che tutto quello che per l’universo maschile sembra sempre essere semplice, accessibile e veloce, sul pianeta femminile è spesso complicato, difficile da raggiungere, e richiede tempo e pratica.

In tema di masturbazione femminile la lista di falsi miti, bizzarre credenze, errate convinzioni, divieti, giudizi e condanne occupa diverse pagine di storia. E da sempre incide negativamente sul rapporto che la donna costruisce con il proprio corpo, il proprio piacere e la propria sessualità, disorientando la fase adolescenziale e complicando la costruzione di una vita sessuale appagante con il/la partner. 

Fino a ieri, la masturbazione femminile era socialmente screditata e culturalmente scoraggiata, oltre che religiosamente classificata come peccaminosa ed immorale.

Oggi, 2017, è almeno un’opzione nella vita sessuale delle donne, e un argomento di cui poter discutere a voce un po’ più alta, seppur ancora fuori dal coro.

La masturbazione viene raccontata e celebrata online attraverso tweets e hashtag dedicati, normalizzata dalle serie tv, incoraggiata dai sex toys plasmati da designer attenti a forme sinuose e finiture soft touch, testati da blogger instancabili e recensiti sulle rubriche di qualche magazine femminile.
Anche se la strada verso un approccio davvero libero e consapevole alla materia è ancora lunga, sconnessa e terribilmente ripida, un pezzo di quella cortina invalicabile di tabu è stato abbattuto.

sex toy Ina Wave Lelo

Trasportata dall’onda dell’ottimismo, mi sono immaginata un domani in cui la masturbazione non sia nient’altro che qualcosa di normalmente praticato, socialmente incoraggiato e culturalmente promosso. Come parte fondamentale della sessualità di ogni uomo e donna, da soli o con il partner, e non solo come pratica maschile o triste ripiego per single e insoddisfatti.

Un futuro più roseo e meno ceruleo in cui nel rispondere alla domanda – Tu ti masturbi? – le donne non debbano avere timore di arrossire con un si o fingere con un no, e gli uomini non vogliano esibire la propria mascolinità con un sì o sentirsi parte di una ristretta elite perbenista con un no.

Un tempo in cui una ragazza si senta libera e serena nell’esplorare il proprio corpo e conoscerne le risposte prima di metterlo nelle mani di un’altra persona.

Se questo scenario fosse davvero futuribile, dovremmo forse considerare l’oggi come un momento unico ed esclusivo per le donne.
Come l’occasione irripetibile di essere pioniere in una materia semioscura da esplorare con atavica curiosità e genuina sorpresa; di farsi sorprendere dal lieto fine di una pratica che non è mai stata spoilerata.
Come la possibilità di scartare il proprio corpo con la curiosità di chi la mattina di Natale si lascia stupire dal regalo tenuto tra le mani per lungo tempo senza poter sapere cosa fosse e come utilizzarlo.
In fondo poter aprire gli occhi per la prima volta su uno scorcio di mondo senza aver sostato su Google Immagini per osservarlo da ogni prospettiva attraverso gli occhi di altre persone, permette di conservare la sorpresa e utilizzare l’attesa per alimentare la curiosità e massimizzare il godimento di ogni piccola scoperta fatta in prima persona.

In quanto donne, dovremmo inoltre approfittare del vantaggio di cui, in ogni tempo e in ogni luogo, almeno in tema di autoerotismo, godiamo rispetto al sesso opposto.
Quello che per (gran parte de) gli uomini è un momento di ordinario piacere, poco impegnativo, ritagliato frettolosamente nel corso di un’ordinaria giornata, per le donne può diventare un’esperienza di conoscimento del proprio corpo e piacere sessuale ben più soddisfacente. Sia grazie alla squisitamente complicata anatomia femminile, fatta di molteplici e intricate connessioni tra l’area genitale e quella cerebrale, che alla capacità di dedicare il giusto tempo ed impiegare energie fisiche e cognitive per trasformare dei semplici gesti in un viaggio indimenticabile nei vicoli della propria intimità.

Quindi il mio messaggio ottimista e incoraggiante per le donne è:


Fatevi sorprendere, e non spaventare, dalla natura complessa del piacere sessuale femminile e dai molteplici benefici della masturbazione. Partite all’avventura, da sole o con compagni di viaggio, verso l’esplorazione delle anse del vostro corpo, equipaggiate con dildo scintillanti e vibratori vellutati (o, se preferite, delle sole dita affusolate). Non rimanete a sostare nei punti più turistici ma percorrete le strade meno battute alla scoperta di angoli remoti. Certe di essere ripagate da un arrivo a destinazione con sottofondo di fuochi d’artificio e sinfonia d’orchestra.

E siate contente di essere donne, oggi.

Buon #MasturbationMonth!

 


*Il Mese Internazionale della Masturbazione è stato lanciato tra le pareti della Good Vibrations di San Francisco, primo store americano di oggetti erotici a creare un ambiente di vendita confortevole per tutti e attento al benessere sessuale, in risposta ad un episodio avvenuto tra le mura della Casa Bianca. Pochi mesi prima, la dottoressa Joycelyn Elders, nominata da Bill Clinton Direttrice della Sanità pubblica, aveva ufficialmente parlato della masturbazione in termini di aspetto della sessualità umana e possibile oggetto di insegnamento per l’educazione sessuale dei ragazzi, facendosi strada verso il licenziamento.


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