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Magic Wand: storia del vibratore che ha rivoluzionato l’orgasmo

Perché in un’epoca in cui i sex toy diventano intelligenti le donne usano ancora quello che sembra un’ignorante palla da tennis vibrante con il manico per cercare piacere?

Tormentata da questo dubbio, ho iniziato a scavare nel passato dell’oggetto che è riuscito, in oltre 40 anni di storia, a mettere d’accordo casalinghe, femministe e pornoattrici: la wand.

Progettata al solo scopo di alleviare i dolori muscolari, la wand era probabilmente destinata a passare la sua vita chiusa in un cassetto ed essere rispolverata all’occorrenza per portare sollievo a cervicali e schiene doloranti.

Nessuno dei progettisti avrebbe mai pensato di star lavorando a quello che sarebbe diventato il ‘vibratore più riconoscibile sulla Terra’*, capace di portare piacere nelle case di migliaia di donne. E che sarebbe apparso in numerose pubblicazioni scientifiche, qualche serie tv, innumerevoli video porno e tra le mani di Babbo Natale.

Cos’è la wand

Magic Wand original Htachi

La wand è un banale massaggiatore alimentato a corrente composto da una testa vibrante, un collo flessibile, un corpo di plastica rigida e un unico tasto per selezionare tra due frequenze di vibrazione.

Il triste design d’ispirazione medicale, la rudimentale tecnologia e i beceri difetti nel funzionamento non sono bastati a raffreddare i bollenti spiriti delle consumatrici.

A quanto pare alla wand bastano meno di 60 secondi per scaldare l’atmosfera, accendere la passione e condurre dritto all’orgasmo. Molto meno dei 25 minuti di range di utilizzo, trascorsi i quali si surriscalda e necessita di una pausa di 30 minuti per tornare funzionante. Niente di nuovo sotto le lenzuola se la immaginate come il periodo refrattario del vostro partner vibrante.

Storia della Magic Wand

La prima wand ha fatto breccia nel mercato di massa occidentale in piena rivoluzione sessuale, senza nessuna intenzione di esserne coinvolta.
Era il 1968 quando la giapponese Hitachi ha registrato il dispositivo per la commercializzazione su territorio americano con l’innocente illusione di star vendendo un vibromassaggiatore elettrico con cui alleviare e rilassare le tensioni muscolari.

Sulla scatola campeggiava fiero il logo Hitachi e il marchio registrato Magic Wand.

La Magia ha fatto breccia nel cuore delle consumatrici quando la wand è stata direzionata verso l’unica parte in grado di alleviare, magicamente, le tensioni di tutto il corpo: il clitoride.

Da quel momento la Magic Wand è stata tante cose, tranne che un massaggiatore per la schiena.

Panacea del piacere

In un vibrante clima culturale di emancipazione femminile, sessuologhe, educatrici sessuali e femministe promotrici della libertà sessuale si sono prodigate in intensive attività di ricerca e sperimentazione per portare alla luce tutti i superpoteri della bacchetta magica di Hitachi.

Stando a quanto riportato da diversi studi scientifici, la Magic Wand può fare molto di piu che estrarre l’orgasmo fuori dal cilindro. 

Oltre a favorire la sperimentazione di orgasmi multipli, sarebbe in grado di migliorare l’abilità sessuale ed accrescere l’autostima femminile; alleviare i dolori mestruali e del parto; trattare problematiche sessuali come l’anorgasmia cronica e i disturbi dall’eccitazione sessuale femminili. 

Bastone della conoscenza 

Il potenziale della wand non è stato pienamente sfruttato fino a quando la maga della masturbazione, l’educatrice sessuale americana Betty Dodson, ha elaborato una semplice formula magica che prevedeva di utilizzare un asciugamano a protezione dell’area genitale per alleviare l’intorpidimento e prolungare la durata del piacere.

La formula, nota come ‘Metodo Betty Dodson’, è stata applicata regolarmente nelle sessioni di Bodysex Workshop durante le quali 15 donne nude, ognuna dotata di scettro del piacere, si massaggiavano simultaneamente seguendo le istruzioni di Betty Dodson per apprendere i trucchi della masturbazione e i segreti dell’orgasmo. 

bodysex workshop room

Oggi una differente generazione di donne si raduna nell’appartamento di Betty Dodson per il medesimo motivo, facendo pratica con la solita wand e con un nuovo arrivato, il bilanciere vaginale.

Musa ispiratrice

Il web narra che durante uno dei workshop la Magic Wand avrebbe incantato l’apprendista Dell Williams, imprenditrice americana e sostenitrice dell’emancipazione femminile. Recatasi ad acquistare una wand tutta per se, un commesso impertinente l’avrebbe messa in imbarazzo chiedendo per quale uso volesse acquistare il massaggiatore, spezzando la magia dell’esperienza d’acquisto. L’episodio avrebbe ispirato Dell a fondare, nel 1974, il primo store americano di sex toys di proprietà di, e gestito da, una donna. In cui ogni altra donna avrebbe potuto acquistare una Magic Wand senza sentirsi umiliata, per abbandonarsi ai piaceri dell’autoerotismo senza bisogno di autocommiserazione.

 Mago delle vendite

Mentre il personale Hitachi metteva a punto il manuale di istruzioni per un uso corretto del massaggiatore, il passaparola delle consumatrici ne promuoveva un uso soddisfacente, facendo schizzare i numeri delle vendite di quello che era ormai stato soprannominato ‘Big Buzzy’ e ‘The Hitachi’.

Dagli anni 70 in poi la Magic Wand è diventata un fortunato bestseller in gran parte degli store di sex toy degli Stati Uniti.

Peccato di gola

Nel 1992, per celebrare il 15imo anniversario della Good Vibrations, noto sex shop americano, e deliziare i palati degli invitati, sono stati sagomati dei ciocco-massaggiatori a forma di Magic Wand. In quell’occasione l’azienda Hitachi ha contribuito all’investimento riservandosi 500 cioccolatini extra che avrebbe distribuito successivamente in occasione della conferenza aziendale annuale. Un peccato di gola di cui si sarebbe probabilmente pentita.

Attore non protagonista

Le vendite della Magic Wand sono lievitate come per magia dopo che ha fatto la sua apparizione sul piccolo schermo. Wingardium Leviosa!

All’alba del nuovo millennio il vibratore è comparso più volte tra le mani di Samantha Jones in Sex And the City, la serie che ha contribuito a definire i trend di uno stile di vita moderno decretando la fortuna di diversi oggetti presto diventati must-have (tra cui il vibratore rabbit).

Stagione 4, episodio 8: la Magic Wand (qui con l’aggiunta dell’accessorio per la stimolazione del punto G) è l’ultimo tentativo disperato di Samantha per raggiungere l’orgasmo perduto.

Stagione 5, episodio 6: Samantha entra in un negozio di apparecchi elettronici per chiedere la sostituzione di una wand simile a quella di Hitachi e non più funzionante. Ad accoglierla, la profonda indignazione del commesso che dichiara fieramente di non vendere vibratori ma massaggiatori per il collo.

Dopo l’episodio la Magic Wand è scomparsa dai negozi registrando il sold out.

Nel 2004 si e’ materializzata nuovamente in tv per lanciare la quarta stagione della seria comica Louie.

In un episodio che parla anche di vibratori e di masturbazione, la Magic Wand viene consigliata a Louie come rimedio per il mal di schiena. La prima apparizione, nelle mani di un’anziana signora che la utilizza per massaggiarsi il dorso, non lascia dubbi sulla destinazione d’uso del dispositivo. Tanto quanto il taglio finale su Louie che estrae la wand appena acquistata dalla confezione non lascia dubbi sull’utilizzo, meno terapeutico, che ne intende fare.

Voce fuori campo

 

Dal 2012 la Magic Wand ha fatto vibrare il clitoride e le corde vocali delle donne coinvolte nel progetto Histerycal literature di Clayton Cubitt. Ogni protagonista è filmata, seduta su una sedia, davanti a un tavolo, mentre è impegnata nella lettura di un libro. Contemporaneamente, sotto il tavolo, un assistente misterioso  è  impegnato nel manovrare il vibratore. Inutile dire che tutte le letture hanno il lieto fine.

Potere incontrollabile

Sotto l’effetto della wand, per diversi decenni, le donne hanno inarcato la schiena e gettato la testa all’indietro, stregate dall’orgasmo. Fino a quando i dirigenti di Hitachi hanno deciso di girare la testa dall’altra parte e gettarsi alle spalle ogni legame con il mercato dei sex toys.

Nel tentativo pudico di restituire verginità e candore al marchio, nel 2013 Hitachi ha deciso di interrompere la produzione della Magic Wand. Nel tentativo disperato di preservare i propri guadagni, l’azienda distributrice ha persuaso Hitachi a continuare la produzione sotto il nuovo nome di ‘Magic Wand Original‘, eliminando ogni riferimento all’azienda.

Supereroe del piacere 

Mentre Hitachi si sforzava di riportare la Magic Wand allo stato originario di massaggiatore, altre aziende cercavano di trasfigurarla in un sex toy più versatile producendo una serie di accessori da applicare sulla testa in grado di moltiplicarne i superpoteri.

Capolavoro artistico

magic wand santa claus

Dal 2015 un artista ha iniziato a photoshoppare, nell’ombra dell’anonimato, i grandi classici della pittura contestualizzando la Magic Wand all’interno della scena e gettando luce sulla masturbazione, un’attività per lungo tempo tenuta all’oscuro da gran parte della storia e della cultura. È così che il capolavoro di Hitachi è passato tra le mani della Gioconda, di Napoleone e di Babbo Natale.

Qui la galleria completa: The Magic Wand Throughout Art History

Presente e futuro della wand

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L’incantesimo della wand, dopo oltre 40 anni, non si è ancora spezzato e oggi viene compiuto anche senza il potere della corrente, con la nuova versione ricaricabile.

Nel frattempo altre aziende produttrici di sex toy hanno provato a replicare la formula e bissare il successo delle vendite copiando, modificando o reinventando la wand originale.

Il tentativo più audace e riuscito è probabilmente quello dell’azienda svedese Lelo che ha ridisegnato il massaggiatore allineando il design e la tecnologia a quelli dei moderni vibratori compatti, sinuosi e waterproof. Facendo diventare la Wand intelligente senza perdere la magia. 

Addio palla da tennis. Benvenuta Smart Wand.


* citazione – Trout, Christopher,  “The 46-year-old sex toy Hitachi won’t talk about”Engadget


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