READING

7 giorni di notizie sveltine: l’applicazione...

7 giorni di notizie sveltine: l’applicazione che bisbiglia racconti erotici alle donne, la censura di Tumblr

app-audio-racconti-erotici-dispea

Breve panoramica di quello che di rilevante, bizzarro, eccitante è successo nel mondo nell’ultima settimana #allaricercadelpiacere.

Dipsea: l’app degli audio racconti erotici che fa eccitare le donne

 

View this post on Instagram

 

A post shared by Dipsea (@dipseastories) on

Dipsea è la nuova applicazione che promette un’esperienza erotica immersiva grazie a una libreria di audio racconti erotici. Una versione più calda di Headspace (l’app per la meditazione), specificatamente dedicata a far eccitare delle donne. Le storie durano dai 5 ai 20 minuti e sono scritte da donne, uomini e persone non-binarie con un punto di vista “femminista, inclusivo e condivisibile”. Alcune sono narrate in prima persona, dedicate per la masturbazione, altre pensate per essere ascoltate insieme al partner, altre sono pure fantasie (come Tulum, dove una coppia cerca un’altra coppia con cui fare un foursome). Le storie sono divise per categorie e  possono essere consumate per risvegliare il corpo, per sentirsi più connesse con sè stesse o con un partner, per entrare nel giusto mood prima di un appuntamento o per masturbarsi.

Dipsea funziona con una formula ad abbonamento che costa 8.99 dollari al mese (5.99 se ci si abbona per un anno) e per adesso comprende 50 storie ed è disponibile solo per gli utenti americani dell’Apple Store.

Esistono ovviamente un sacco di podcast su avventure sessuali reali, storie brevi romantiche e consigli sessuali, ma al contrario di questi Dipsea non ha l’aspetto dei progetti indipendenti che si rivolgono alle proprie nicchie di ascoltatori quanto l’estetica di una startup fiorente supportata da finanziatori, che si propone di parlare alle orecchie femminili mainstream. E come gran parte delle aziende tech patinate che prendono vita quasi spontaneamente in quel di San Francisco, anche Dipsea, stando a un articolo su Vox, è nata da una chiacchierata casuale tra due amiche, Gina Gutierrez, brand e design strategist, e Faye Keegan, direttore tecnico di produzione, con l’abitudine di stare sveglie per ore a conversare di sesso con altre amiche.

C’è anche una base scientifica che lascia presupporre che Dipsea avrà vita lunga: diversi studi hanno dimostrato che le donne sono sensibili al contesto e al tipo di narrazione al contrario degli uomini, che rispondono meglio a stimoli sessuali di tipo visivo.

Tumblr, la censura e la guerra al sesso

Tumblr ha annunciato che non accoglierà più materiale pornografico sulla propria piattaforma, a partire dal 17 dicembre, quando i post espliciti per adulti verranno contrassegnati e cancellati.  Ma il nuovo algoritmo che modera automaticamente i contenuti ha già cominciato a bannare foto di nudo e pornografia. Il problema è che nel calderone dei “contenuti per adulti” sta finendo un po’ di tutto, da unicorni che vomitano, a petti di pollo crudo, un’immagine di BatMan di fronte a dei wurstel e la foto di Gordon Ramsay che tiene un tortino di riso davanti al petto come se fosse una tetta.

Gli utenti ora stanno condividendo i post erroneamente segnalati da Tumblr  usando l’hashtag #TooSexyForTumblr e mostrando quanto è ridicola la censura che è stata messa in moto.

I rischi connessi a questa operazione non possono essere sottostimati: Tumblr era uno dei pochi spazi sicuri, sex-positive e inclusivo per molte persone che fanno parte delle comunità online kink e queer.

Interi blog rischiano di essere pesantemente censurati vedendo vanificate ore di lavoro e distrutte le proprie comunità. In mezzo ci finiscono creatori di arte erotica e contenuti espliciti, attivisti LGBT, sex worker, educatori sessuali e chiunque potrebbe aver postato quello che Tumblr definisce “capezzoli che si presentano femminili”.

Questo è anche l’ennesimo attacco ai sex worker – come escort e camgirl –  che utilizzavano Tumblr per costruire, coltivare e anche “controllare” il proprio pubblico e pubblicizzare contenuti a pagamento. Si aggiunge alle conseguenze del decreto SESTA FOSTA che ha portato alla chiusura di siti che ospitavano gli annunci dei sex worker e a quelle della nuova campagna intimidatoria misogina #thotaudit guidata da troll del web che minacciano di segnalare le sex worker all’IRS, l’Amministrazione fiscale americana.

Azioni come queste stanno mettendo a rischio non solo il lavoro ma anche la vita di molte sex worker che vengono lasciate con la quasi unica alternativa della prostituzione su strada – con tutta la pericolosità e la mancanza di tutela che comporta.

Ironia della sorte (non così divertente): il ban di Tumblr entrerà ufficialmente in azione il 17 dicembre, data che coincide con la Giornata mondiale contro la violenza sulle Sex Workers.

La manovra di pulizia di Tumblr è perfettamente in linea con la purificazione di internet che Apple sta portando avanti. L’app di Tumblr non era più disponibile sull’Apple Store già dal 16 novembre a causa di alcune immagini di pedo-pornografia presenti sul sito (ma non è mai stata rimossa dal Play Store di Google).

Un solo giorno dopo l’annuncio di Tumblr, Facebook ha aggiornato gli standard della community nella sezione “Adescamento” che limitano i contenuti che “facilitano, incoraggiano o coordinano gli incontri sessuali tra adulti” censurando non solo l’offerta o la richiesta di sesso o partner sessuali, ma anche la menzione di un atto sessuale insieme a “affermazioni vaghe e allusive come “spassarsela stasera”, “espressioni gergali a sfondo sessuale” e “dettagli sessuali” (come le posizioni).

L’azienda di Zuckerberg ha rassicurato gli utenti dicendo che le persone saranno comunque libere di parlare del proprio orientamento sessuale. Magrissima consolazione.

Intanto molti utenti si stanno spostando sulla nuova piattaforma Pillowfort che sembra essere l’alternativa a Tumblr, ma per ora è ancora in versione beta e non completamente funzionante.

In ogni caso sembra che l’era della libertà di espressione online sia finita, o forse non è mai cominciata, e le persone si sentiranno probabilmente sempre meno a proprio agio nell’esprimersi.

I Cavalieri dello Zodiaco moderni: Andromeda cambia sesso e diventa donna

Netflix ha prodotto una nuova serie dei Cavalieri dello Zodiaco tentando di rivitalizzare ancora una volta il format ma finendo per deludere i fan ancora di più. Tra le scelte poco gradite c’è il cambio della sessualità di Andromeda che nel nuovo adattamento diventa donna.

Andromeda è sempre stato il personaggio meno aderente ai modelli di mascolinità proposti da serie simili, contraddistinto dall’aspetto androgino e l’indole non violenta.

La scelta è stata motivata dallo stesso sceneggiatore Eugene Son in risposta alle critiche, il quale avrebbe spiegato che il cambio di sesso è inteso a proporre un aggiornamento che segua i cambiamenti della società raffigurando uomini e donne che combattono fianco a fianco per salvare il mondo.

Il cambiamento ha colpito – troppo prevedibilmente – il personaggio con i tratti più femminei, nonché eroe di riferimento della comunità LGBT. Ad uscirne non è stata una rappresentazione alternativa complessa dell’Andromeda originale ma una versione molto stereotipata del genere femminile, ennesima incarnazione del binarismo di genere. 

I video di Youtube che inducono l’orgasmo su comando

Nel weekend siamo stati al Torture Garden di Londra, il club fetish più grande del mondo, e la prima persona con cui abbiamo parlato era un ipnotizzatore erotico in grado – a suo dire – di indurre un orgasmo a comando. La domanda immediatamente successiva di Imtheph è stata se fosse in grado di scatenare anche lo squirting a comando, ma questa è un’altra storia (la risposta era no, comunque, ma sembra che ora ci voglia provare). Quando ho fatto la mia ricerca per le notizie sveltine di questa settimana non ho potuto non fermarmi su un articolo che parlava proprio di ipnosi erotica. A quanto pare su Youtube non ci sono solo video che usano l’ipnosi per risolvere l’insonnia ma anche video che promettono “orgasmi senza mani”.

Alcuni sono solo flussi audio con un’immagine fissa, che non ha nessun ruolo nel processo di ipnosi, altri sono minuti e minuti di spirali ipnotizzanti che girano, girano, girano facendo da sottofondo a messaggi subliminali bisbigliati e toni binaurali.

Se ci pensate la cosa ha senso: il piacere, in fondo, risiede più nel cervello che nei genitali. Ma non è così semplice, bisogna collaborare e essere disposti a lasciare parte del controllo e farsi guidare in uno stato di trance. O, come si dice dell’omeopatia: bisogna crederci.

Mi sono informata e sembra che ci siano due tipi di orgasmi a comando:

L’orgasmo secco/asciutto/aneiaculatorio, dove i segnali del piacere arrivano dirattamente dal cervello e non tanto dai nervi sensoriali nell’area genitale e i muscoli si contraggono allo stesso modo che durante un qualsiasi orgasmo.

L’orgasmo vero, raggiunto grazie all’utilizzo di alcune paroline magiche o – nel caso di ipnotizzatore a disposizione – tocchi in grado di causare eccitazione sessuale, poi lubrificazione, poi finalmente l’orgasmo.

Per adesso rimango scettica, ma la metto nella lista delle cose da provare almeno una volta.

Netflix si sostituisce al governo nell’educazione sessuale con un tweet 

In Canada l’educazione sessuale ha fatto passi indietro da quando, a luglio, in Ontario il governo ha annunciato l’abolizione del curriculum del 2015, aggiornato con temi come diritti LGBT, sexting, cyberbullismo e consenso, e l’adozione temporanea di quello formulato nel 1998.

Netflix Canada ha fatto un’irruzione nella politica della provincia canadese con un Tweet che ha scatenato reazioni contrastanti:

“Visto che il curriculum di educazione sessuale dell’Ontario è tornato indietro nel tempo, potete “imparare” il sesso come facevano i ragazzi negli anni ’90: tutti i film American Pie da adesso su Netflix.”

Una mossa di marketing rischiosa, considerata la presa di posizione politica, che per ora ha fatto guadagnare all’azienda like e interazioni.

 

View this post on Instagram

 

A post shared by Sex Education (@sexeducationonnetflix) on

In materia di sessualità Netflix ha ovviamente molto di meglio da offrire rispetto ad American Pie: è stata finalmente annunciata la data di lancio della nuova serie che si chiamerà proprio Sex Education, della quale avevo parlato in queste sveltine. Tutti gli 8 episodi della prima stagione verranno rilasciati sulla piattaforma di streaming l’11 gennaio 2019. La protagonista è Gillian Anderson, la Dana Scully di X-Files, ora nei panni di terapista sessuale che sottopone il figlio adolescente, Otis, a manuali, video e conversazioni aperte sul sesso. Otis finirà per mettere su una clinica clandestina e dispensare consigli in materia sessuale ai compagni che lo faranno riflettere sulla sua sessualità.

Il premio per la peggiore scena di sesso in un romanzo va ancora a un uomo

Fin dal 1993 la testata inglese Literary Review assegna il Bad Sex in Fiction Award, il premio riservato all’autore che ha prodotto “una scena dai contenuti sessuali eccezionalmente brutta in un romanzo altrimenti riuscito”, una scena “scritta male, superficiale o ridondante”. Per ben 22 anni su 24, il premio è sempre andato a un uomo e quest’anno non è andata diversamente: il pessimo riconoscimento è toccato a James Frey, conosciuto in tuto il mondo per il romanzo autobiografico In un milione di piccoli pezzi, che si è dichiarato ironicamente “profondamente onorato e al tempo stesso umiliato” per il premio che si è aggiudicato con il nuovo romanzo Katerina che, a detta della giuria, conteneva molto più di una pessima scena di sesso, tra cui incontri in un parcheggio, sul retro di un taxi e, la peggiore, quella in un bagno di Parigi che include ben 8 riferimenti all’eiaculazione. Frey aveva già rischiato di ricevere il premio nel 2011, quando era stato nominato per il romanzo L’ultimo testamento della sacra Bibbia.


INSTAGRAM
@le_sex_en_rose