READING

7 giorni di notizie sveltine: la vulva normale non...

7 giorni di notizie sveltine: la vulva normale non esiste, le fantasie sessuali degli americani…

gruppo di edonisti di Hedoné

Breve panoramica di quello che di rilevante, bizzarro, eccitante è successo nel mondo nell’ultima settimana di ricerca del piacere.

La vulva normale non esiste. Quindi neanche quella anormale.

Un team di ricercatori svizzeri è arrivato alla conclusione che non esistono degli standard che permettano di classificare una vulva come normale. Uno studio pubblicato sull’International Journal of Obstetrics & Gynaecology ha preso in esame 657 donne caucasiche tra i 15 e gli 84 anni per un periodo di due anni, registrando le dimensioni delle loro vulve. I parametri comprendono la dimensione del glande clitorideo, la distanza dalla base del glande all’orifizio uretrale, la lunghezza del perineo e quella delle grandi labbra, la lunghezza e la larghezza delle piccole labbra. Dallo studio è emerso che le dimensioni dei diversi componenti della vulva variano sensibilmente da una donna all’altra. Per esempio, la lunghezza media delle piccole labbra è stata registrata a 43mm ma il range è piuttosto ampio e va da alcune di 5 mm di lunghezza ad altre di 100mm. La lunghezza media del clitoride individuata è di 7 mm ma le registrazioni partono da clitoridi lunghi 0,5 mm e arrivano a clitoridi lunghi a 34 mm.

Lo studio è particolarmente importante in un momento in cui il numero di donne che ricorrono a interventi di labioplastica per rimodellare la propria vulva (soprattutto attraverso la riduzione delle piccole labbra) è in preoccupante aumento. Sempre più ragazze e donne maturano l’idea che ci sia qualcosa di sbagliato nei propri genitali e tendono a un ideale di vulva con le piccole labbra molto corte. Il libro della vagina, pubblicato in Italia a maggio di quest’anno e presentato al Salone del Libro di Torino, si interroga sulle cause della diffusione di questa idea. Una delle ragioni è probabilmente la scarsità di informazioni circolanti a proposito della vulva: la pessima educazione sessuale dei programmi scolastici raramente copre argomenti riguardanti i genitali esterni femminili e le immagini a cui si fa riferimento provengono soprattutto dalla cultura pornografica. “Se le ragazze imparassero fin dalle elementari che l’apparato genitale cambia e venissero a sapere di più su che aspetto avrà una vulva nell’età adulta forse non assisteremmo all’attuale successo della chirurgia intima”. Inoltre, “non abbiamo spesso l’opportunità di dare un’occhiata tra le gambe di altre donne. Essere nudi non è più naturale”.

Se è vero che la vulva normale non esiste, allora non esiste neanche quella anormale.

Probabilmente non si tratta di un’informazione nuova per gli artisti I Show Flag e Jamie McCartney che per anni hanno realizzato i calchi in gesso di centinaia di vulve, mostrando una inconfutabile verità: siamo tutte uguali perché siamo tutte diverse. (L’anno scorso ho intervistato I Show Flag e ho raccontato la mia esperienza come modella di uno dei calchi di vulva).

Piccolo appunto: i siti di informazione italiani che hanno ripreso la notizia dello studio continuano a perpetrare l’errore di chiamare vagina (la parte interna dei genitali femminili) quella che in realtà è la vulva (la parte esterna e visibile dei genitali femminili), alimentando la confusione generale che riguarda il corpo e la sessualità femminile. Non è difficile immaginare che il motivo sia aumentare la possibilità che l’articolo venga cliccato dagli utenti che ignorano cosa sia una vulva. Un’altra occasione mancata di informare.

Le 7 fantasie sessuali degli americani

Lo psicologo Justin Lehmiller, dottore del Kinsey Institute, l’istituto che promuove la ricerca nel campo della sessualità umana, ha chiesto a 4175 americani quali fossero i loro più grandi desideri sessuali come parte di un recente studio. Il sondaggio consisteva di 350 domande e, secondo quando scritto nel suo libro Tell Me What You Want (dimmi quello che vuoi) in uscita il 10 luglio, si tratta dell’indagine più grande mai condotta sulle fantasie sessuali in America. Lehmiller non solo descrive innumerevoli tipi di fantasie ma le cataloga anche per prevalenza, età, tratti della personalità, stato sentimentale e addirittura appartenenza politica.

Le 7 fantasie più comuni tra gli Americani emerse dalla studio sono:

1. Sesso con più partner: threesome, orge, gang bangs.

2. Potere, controllo e sesso violento, tra cui pratiche BDSM.

3. Novità, avventure e varietà; sesso in nuove posizioni o nuovi luoghi.

4. Attività considerate tabù e proibite, come voyeurismo e altri feticismi.

5. Condivisione del partner e relazioni non monogame, come poliamore e scambi di coppia.

6. Passione, intimità e romanticismo, o la soddisfazione di bisogni emotivi più profondi.

7. Omosessualità e fluidità di genere: sperimentare con la sessualità e il genere.

L’elenco sembra il ritratto di una società più creativa, aperta e tollerante di quella che ogni giorno sfoga il proprio odio nei confronti del diverso sulle tastiere, inondando i media della comunicazione virtuale di messaggi omofobi, razzisti e intolleranti. Forse siamo tutti più buoni di quello che facciamo credere, non solo a Natale, ma abbiamo paura di dirlo.

Quattro giorni di pura ricerca del piacere immersi nella natura

Questa settimana, dal 5 al 9 di luglio, i cultori dell’arte del piacere si sono riuniti in una location immersa nella natura della Polonia per un viaggio di esplorazione delle forme dell’edonismo, la filosofia che riconosce il piacere come fine ultimo dell’azione umana.

Porta un po’ di poesia nella tua vita, in onore della natura, della bellezza, dell’arte e della forma fisica. Unisciti a noi per un evento arricchente, incantevole e benefico che esplorerà il piacere dalla teoria alla pratica” si legge nella frase di apertura del programma del seminario.

Il seminario di quattro giorni è organizzato dal collettivo di artisti Hedoné e si sviluppa su un programma di attività che comprende lezioni di Yoga nudi, astrologia, Shibari, meditazioni di gruppo, lavori sulla respirazione. L’atmosfera ricreata durante l’evento attraverso ornamenti e abiti si ispira al De Rerum Natura e alle meraviglie del mondo botanico. Il dress code ammette solo tessuti in colori neutri oltre a elementi naturali come foglie, fiori, piume, conchiglie, e incoraggia trasparenze e nudità. L’intera celebrazione è pensata come una performance di massa contro la mutilazione genitale femminile che segue il motto del “Don’t cut the Flower!” – “Non tagliare il fiore”.   

Il primo giorno è dedicato alla preparazione dell’accampamento e all’inizio del viaggio collettivo di ispirazione e trasformazione. Il secondo è un giorno di introduzione, iniziazione e educazione alla visione e alla missione di Hedoné attraverso workshop, talks di esperti, esibizioni artistiche, gruppi di discussione e performance di musica dal vivo. Dal terzo giorno si mette in pratica la consapevolezza appena acquisita, celebrando tutti insieme i semplici piaceri della vita, attraverso attività interattive e esperienze guidate finalizzate al raggiungimento del piacere e del benessere.

Giornata internazionale del bacio

scena dell'orgia in Sense8

Il 6 luglio è stata la Giornata Mondiale del Bacio. Non posso pensare a un bacio migliore di quello libero, che supera tutte le barriere geografiche, culturali, sociali, di genere, rappresentato nella serie Sense8. Avevo già parlato della serie in un paio di articoli (la lista dei 10 film e serie tv da guardare sotto le coperte e nella notizia dedicata all’uscita dell’episodio finale su Netflix) e questa settimana ho finalmente guardato l’episodio che chiude (con gran disappunto di tutti i fan, me compresa) la serie con un trionfo d’amore come sentimento inarrestabile che unisce gli esseri umani e rende il mondo un posto migliore.

[Spoiler]

Forse l’immagine dell’amore ideale a cui dovremmo tendere è proprio quella della scena di chiusura: un dildo nei colori dell’arcobaleno, infilato in uno strap-on, ancora bagnato dell’umore dell’amore umano libero. 

Sveltina nostrana: in arrivo la contraccezione gratuita in Piemonte

Dopo l’Emilia Romagna, anche in Piemonte i consultori potranno distribuire anticoncezionali gratuiti: le minorenni, le donne disoccupate e quelle non abbienti tra i 26 e i 45 anni potranno accedere a sistemi contraccettivi come preservativi, pillole (compresa quella del giorno dopo), spirali, anelli e cerotti a rilascio ormonale gratuitamente. Il provvedimento punta sulla prevenzione di gravidanze indesiderate, aborti e situazioni di rischio causate da difficoltà economiche, e tutela il diritto all’aborto, costantemente minacciato, anche in Piemonte. dal numero sempre maggiore di medici obiettori. Un passo importante che dovrebbe essere accompagnato dallo sviluppo di programmi di educazione sessuale meno approssimativi e fuorvianti di quelli attuali che sono fermi su una rappresentazione peggiorativa del sesso; programmi onnicomprensivi che diffondano una cultura positiva della sessualità dotando futuri uomini e future donne degli strumenti di conoscenza utili a compiere scelte consapevoli e responsabili.


Fonte immagine: Hedoné 


INSTAGRAM
@le_sex_en_rose