La Creta naturista dell’Ovest

insenatura spiaggia naturista Falasarna vista dall'alto

La voglia di sole, mare, pelle nuda (e la scelta delle destinazioni dei voli RyanAir con partenza da Bristol) quest’anno mi ha portata a Creta, la più grande delle isolacce greche cantate da Bisio.

Con scarse informazioni e chiare priorità (sole-mare-pelle nuda, appunto) io e la mia dolce metà siamo atterrati a Chania (La Canea), attrezzati di pochi punti fermi (uno scassone di macchina noleggiato online e due notti in un Airbnb nuovissimo-pulitissimo-attrezzatissimo-bellissimo) e una vaga idea di visitare la parte Ovest dell’isola.

Gli obiettivi erano basilari e poco ambiziosi: 

  • trovare spiagge su cui poterci abbandonare alla lettura di uno dei libri scovati al Salone del Libro (qui la mia lista) senza niente addosso, vestiti esclusivamente di sole e aria, in mezzo ad altri praticanti della nudità con cui condividere la voglia di immersione nella natura e qualche chiacchiera;
  • scovare un ristorante locale che cucinasse qualcosa di vegano dove festeggiare l’anniversario di matrimonio (vestiti, ahimè).

Le spiagge della Creta dell’Ovest

A Creta il naturismo è praticato e largamente tollerato anche se l’unica spiaggia ufficialmente riconosciuta come naturista è quella di Filaki, parte del resort naturista Vritomartis.

Le opzioni erano quindi trovare una spiaggia isolata e spopolata e spogliarci o visitare le le spiagge segnalate sul web per essere frequentate dai naturisti. Avendo pochi giorni a disposizione per esplorare terreni poco battuti (e nessuna voglia di svegliarci presto al mattino) abbiamo optato per la seconda.

A Ovest, la spiaggia prescelta dal popolo naturista dell’internet sembrava essere Falasarna, ma prima di arrivarci abbiamo deciso di fare tappa a Balos, complici le foto da cartolina che si trovano googlando.

laguna di Balos Creta

Immagine della Laguna di Balos che si trova googlando

Balos: il paradiso (virtuale) all’improvviso

Balos è una laguna di sabbia bianca lambita da acqua cristallina bassissima, anche nota come “uno spettacolo mozzafiato”, “un paradiso naturale” e “una delle spiagge più belle di tutta la Grecia”.

Si raggiunge attraverso due itinerari: uno turistico e rilassante e uno avventuroso e impegnativo.

Quello turistico prevede un’escursione organizzata in nave dal porto di Kissamos. L’escursione, a seconda dell’orario di partenza, può essere diretta verso Balos o, più probabilmente, prevedere una tappa sulla piccola isola di Gramvousa (il costo è identico: 27€ a persona; l’escursione si può acquistare al porto di Kissamos, dov’è possibile parcheggiare liberamente). Lo svantaggio dell’escursione organizzata è non poter approdare a Balos prima di tutti gli altri per godersi il paesaggio incontaminato, immerso nella quiete prima dell’invasione turistica, e avere i tempi scanditi dal suono della sirena della nave. Il grande, impagabile vantaggio è non patire le pene dei turisti intraprendenti che scelgono l’altro itinerario.

arrivo in nave alla laguna di Balos

Arrivo in nave alla laguna di Balos

L’itinerario avventuroso è quello via terra, così suddiviso: 8 km circa di strada sterrata e sconnessa (a cui si accede corrispondendo una tassa di 1€), larga ma affacciata su un precipizio (questa è la parte facile) e 20 minuti (in andata) di sentiero da percorrere a piedi. Il sentiero si traduce, all’arrivo, in una piacevole discesa con vista panoramica (la stessa delle foto di Balos che si trovano sul web) sulla laguna ancora deserta, baciata dal sole del mattino e, al ritorno, in una lenta e impervia risalita (30/40 minuti) sotto il sole cocente e il gravare della giornata trascorsa ad arrostire sulla spiaggia (e dell’invidia per i turisti che rispondono al richiamo della nave in partenza che li traghetterà comodamente sulla terraferma, a pochi passi dall’auto parcheggiata), punitivo preludio agli 8 km di strada sterrata che rimangono da percorrere in auto.

Io sono approdata a Balos con stampata in mente la famosa fotografia che campeggia anche sui poster esterni alle agenzie turistiche in giro per Creta, aspettandomi il paradiso all’improvviso. Arrivando via mare mi sono persa la vista panoramica dall’alto, quindi non ho subito il fascino della laguna decantato dai tanti turisti avventurieri. Complice anche la quantità di turisti maggiore di quella che ero preparata a tollerare. Sapevo che a Balos il naturismo fosse impossibile, ma ero disposta a pagare il prezzo di un pezzo solo del mio costume per visitare una spiaggia di quelle elette dai visitatori come imperdibili. Quindi, noncurante della riluttanza dei vicini di spiaggia a scoprire la pelle, ho optato per il topless (e qualcuna mi ha seguita).

laguna di Balos Creta

Laguna di Balos

Falassarna: piscina naturale privata

Dopo Balos ci siamo diretti a Falassarna con una missione: liberarci finalmente del costume. Falasarna è una lunga distesa sabbiosa intervallata da tratti rocciosi, installata in una vasta pianura coperta di ulivi e circondata da rilievi, perennemente pettinata dal vento che fa correre le nuvole. La strada da Kissamos si percorre agevolmente fino ai pochi metri di sterrato che portano ai parcheggi sulla spiggia, raggiungibili da diversi accessi. Il tratto naturista si trova nella parte finale della spiaggia, camminando verso Nord.

Il primo giorno qui ci siamo diretti per sbaglio verso Sud, non trovando traccia di altri naturisti ma finendo comunque in un tratto di spiaggia non frequentata. La sensazione era quella di trovarci nel posto sbagliato ma la voglia di liberarsi dei pezzi elasticizzati che impedivano al sole di raggiungere tutti i centimetri quadrati di pelle scalpitava.

Dopo qualche minuto di conquistata nudità ci siamo resi conto che la strada principale era alle nostre spalle a distanza di pochi metri, percorsa da una manciata di auto e scooter dai quali si giravano incredule le facce dei guidatori, ma a quel punto la sensazione di libertà era diventata irrinunciabile.

Abbiamo trascorso a Falassarna altri due giorni, scovando l’ecosistema naturista. Superato l’ultimo tratto di spiaggia occupata da ombrelloni e lettini a noleggio, procedendo verso Nord (con il mare a sinistra, per intenderci) il paesaggio si fa meno pianeggiante e diversificato da rocce, dune e qualche albero basso. Nella mia breve vita da naturista ho imparato che la libertà dai vestiti si conquista con perseveranza e determinazione, che a volte si traducono in lunghe camminate, a volte scalate, e quasi sempre percorsi alternativi. Pigri ma forti di quella lezione non ci siamo fermati al primo avvistamento di pelle nuda e abbiamo proseguito. Qualche manciata di metri più avanti, poco oltre i relitti di quelle che in passato sono state delle barche, ad aspettarci, il paradiso: una piccola e intima insenatura abbracciata da sassi e rocce, una piscina naturale di acqua salata. Qui l’acqua impeccabilmente cristallina non teme le correnti d’aria e, incurante di ogni condizione atmosferica, si muove placida durante tutte le ore del giorno, riflettendo sfumature di verde smeraldo e turchese. Al centro il fondo è sabbioso, ai lati la spiaggia è coperta di sassi ma alle spalle dell’insenatura una lingua ascendente di sabbia finisce in un piccolo terrazzamento sabbioso circondato da rocce e oleandri dove si può prendere il sole. Abbiamo anche incontrato una coppia con bambini che ha campeggiato qui per un paio di notti.

baia spiaggia naturista falasarna

Baia del tratto naturista della spiaggia di Falassarna

Elafonissi: la spiaggia che arrossisce su Instagram

Elafonissi è l’altra spiaggia imperdibile di Creta, conosciuta per le sfumature rosa che fanno arrossire la sabbia bianchissima e le analogie con i paesaggi caraibici, peculiarità che fanno gola ai turisti instagrammers. La strada per arrivare qui si insinua lunga e labirintica tra i precipizi che disegnano gole e picchi sulla superficie dell’isola, conducendo (più o meno velocemente a seconda dell’attraversamento da parte delle greggi di capre) all’ampio parcheggio sabbioso ritagliato tra la vegetazione. La spiaggia principale è una vasta laguna che si riempie e si svuota di acqua salata a seconda delle maree, creando bacini profondi pochi centimetri nei quali si adagiano proni o supini i corpi dei turisti in cerca di ristoro dal sole, facendo spuntare le natiche o le pance bianche di crema appena oltre il livello dell’acqua, bassa e calda. Uno stretto istmo di sabbia che compare e scompare seguendo i ritmi della natura collega la spiaggia a una piccola penisola, meno pianeggiante e colorata dalla vegetazione delimitata dalle recinzioni che proteggone le 110 specie di piante presenti. Le formazioni rocciose animano la costa e il fondo del mare, creando insenature e proiettando le uniche corte ombre di tutta la laguna. Confidando nella stagionalità non ancora alta abbiamo setacciato il perimetro della penisola alla ricerca di un tratto non battuto da chiamare naturista, senza esito positivo. I turisti che si riversano a Elafonissi si disperdono su tutta la superficie calpestabile della laguna, accalcati sotto la fitta trama di ombrelloni coperti di paglia che riparano dal sole i lettini distanti poche spanne gli uni dagli altri o sparpagliati sulle coste. La penisola è la meta preferita da quelli che, con la macchina fotografica imbracciata, provano a spezzare la monotonia della giornata giocando ai reporter. L’unico momento di tranquillità l’abbiamo trovato di sera, quando il richiamo della fame e della voglia di lavarsi via il deposito salino dalla pelle richiamava i turisti verso le auto.

naturismo a Elafonisi Creta

Penisola di Elafonissi

Elafonissi è servita solo da qualche bar, wc a pagamento e bancarella di oggetti di vacanziera necessita (teli mare, racchette, collanine). Le strutture ricettive nelle vicinanze si contano sulle dita di una mano, quindi la maggior parte dei viaggiatori, lasciata la spiaggia, deve guidare fino alle zone più popolate dell’isola. Noi avevamo prenotato un appartamento a Paleochora, ridente villaggio poco distante da Elafonissi. In linea d’aria. Quando abbiamo lasciato la spiaggia ancora non sapevamo che per arrivare a Paleochora avremmo dovuto attraversare 50 km di entroterra per più di un’ora. Ne è valsa la pena per l’ottima pitta falafel che abbiamo mangiato in una piccola grill house nel centro e per la quantità di umanità: dopo l’eccessiva quiete di Kissamos e Falassarna la vista di tutti quegli umani che popolavano strade e piazze antistanti pizzerie e ristoranti è stata corroborante. Con somma sorpresa c’era anche la musica. 

Chania: il gioiello mancato

Non mi dilungherò in consigli e descrizioni di Chania perché della città gioiello caratterizzata dal porto veneziano ho visto abbastanza poco, per due motivi.

Due serate della vacanza erano dedicate alla visita della città.

La prima sera è trascorsa alla ricerca di un ristorante che avesse abbastanza opzioni vegane per mettere insieme una cena con cui celebrare l’anniversario di matrimonio. Dopo aver setacciato i vicoli brulicanti di ristoranti, kitchen bar e taverne la fame incalzante e le recensioni di Tripadvisor ci hanno portati fino a uno dei tavolini in legno sparsi nelle vie che fronteggiavano un ristorante locale. Intrattenuti dal sirtaki cantato e suonato dl vivo e dalle irruzioni dei camerieri che si sono infiltrati nei nostri selfie, abbiamo mangiato delle specie di ravioli fritti ripieni di cipolle, fiori di zucchina ripieni di riso, involtini di foglie di vite ripieni di riso, pomodori ripieni di riso e melanzane ripiene di.. verdure. Come vuole la tipica ospitalità greca, a fine cena ci è stata offerta la grappa locale in accompagnamento ad alcuni pezzi di anguria e due cubetti di dolce al cocco che era troppo invitante per accertarci preventivamente se fosse vegano (era squisito!). 

La seconda sera, ipoteticamente dedicata alla visita del porto, un amico ci ha tenuti incollati al telefono per chiederci consigli in materia sessuale da applicare a una love story appena sbocciata. A quel punto il nostro ego era troppo vorace per sottrarsi all’onere incombente, così abbiamo passato la serata su whatsapp, bevendo e mangiando tutto quello che avevamo a portata nell’Airbnb: vino autoprodotto, olive, ciliegie, Oreo e biscotti all’avena che abbiamo sottratto alla colazione dell’indomani.

Morale naturista

Il naturismo ci ha sempre avvicinati a persone con cui abbiamo scoperto di condividere molto più della fillsofia di vita di lasciare la pelle libera di trasudare libertà dialogando con la natura senza il filtro dei vestiti. 

Durante questo viaggio i contatti umani sono stati pochi per via della scarsa disponibilità di materia prima (persone) ma l’esperienza cretese ci ha insegnato comunque qualcosa:

per quanto la sabbia sia fine, il mare cristallino, il sole caldo, se non possiamo metterci al pari della natura (nudi), non riusciamo a goderne la bellezza.

insenatura spiaggia naturista Falasarna vista dall'alto

Insenatura del tratto di spiaggia naturista di Falassarna

Foto I’M


INSTAGRAM
@le_sex_en_rose