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Imene: verità noiose e divagazioni mitologiche

Imene: verità noiose e divagazioni mitologiche

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A un certo punto dell’adolescenza tutti prima o poi devono fare i conti con quell’impalpabile e irrilevante parte del corpo femminile che è l’imene. E che per molte ragazze, messo vicino alle parole verginità, dolore e sangue, diventa un fardello di dubbi e preoccupazioni che disturba il sonno e complica l’approccio alla sperimentazione sessuale (qui parlo di come alleggerirsi di questo inutile peso).

La verità è che potremmo vivere tutti più felici e spensierati senza sapere cos’è l’imene, dov’è e a cosa serve (nulla).  Ma visto che le informazioni che circolano sono confusionarie, pretestuose e fuorvianti, tanto vale provare a fare un po’ di chiarezza.

Per dormire sogni tranquilli basterebbe sapere che:

l’imene non è una barriera invalicabile a tenuta stagna, ma una membrana incompleta e perforata; non è posizionato in profondità all’interno della vagina; non ha la stessa forma e consistenza per tutte;  non sempre è presente; non sempre si lacera durante il primo rapporto sessuale; non sempre quando si lacera provoca dolore o perdite di sangue (anzi).

Tutto quel che segue è di troppo, ma dovrebbe contribuire a rispondere ad un po’ di interrogativi. Leggete, capite e dimenticate.

Divagazioni mitologiche sull’imene

Imène è il termine che si utilizza comunemente per riferirsi alla corona vaginale.

Deriva dal greco hymén-énos e significa pelle, membrana.

Ma è anche il nome del Dio greco delle nozze, Hymenaios. Imene o Imeneo per la mitologia romana.
– Ah ecco perché tutta la storia della verginità, del matrimonio ecc..-
eh già.

hymen greek godNella mitologia greca è figlio di Apollo e di una Musa non meglio identificata (esistono diverse versioni: anche a livello mitologico regna la confusione), nonché grande amico e compagno di avventure di Eros, dio dell’amore (rimaniamo in tema). L’iconografia ce lo propone giovane, biondo e capellone con il capo coronato di fiori, mentre regge una fiaccola e un velo nuziale, in testa al corteo nuziale, a protezione del rito del matrimonio.

La leggenda più diffusa narra di un giovane ateniese di eccezionale bellezza, messo abbastanza male quanto a finanze, che cade follemente innamorato di una nobile e impossibile fanciulla. Non potendo ambire a quell’amore irraggiungibile si limita a seguire la sua amata a distanza fino a quando riesce ad ottenerla in sposa, come ricompensa, dopo averla eroicamente liberata dalle grinfie di una banda di pirati, che uccide tutti, da cui era stata rapita insieme ad altre giovinette. La felicità che il matrimonio aveva portato nella vita di Imeneo era così tanta che egli veniva invocato nei canti nuziali in segno di buon augurio.

Perdonate la digressione, ma  proseguendo capirete che questa era la parte più interessante di tutto l’articolo.

Cos’è l’imene?

L’imene è parte della vulva (l’insieme degli organi genitali esterni femminili) e consiste in una membrana mucosa più o meno sottile, flessibile ed elastica, e più o meno circolare, che protegge l’apertura della vagina.

Di norma si presenta come una membrana incompleta che circonda e chiude solo parzialmente, imperfettamente, l’ingresso del canale vaginale. Delimita una sorta di confine tra vagina e vulva.

Dov’è posizionato?

L’imene separa il canale vaginale dal vestibolo (la parte della vulva compresa tra le piccole labbra e la vagina). Lo so, detto così tanto valeva non spiegarlo.

In pratica si trova all’inizio del canale vaginale (vagina), appena oltre l’apertura, vicino alla parte esterna dei genitali, teso trasversalmente tra le piccole labbra. Ergo, non così in profondità come spesso si immagina. è infatti osservabile dall’esterno (ma perché mai avventurarsi con uno specchio alla ricerca di qualcosa che potrebbe anche non esserci?).

Com’è fatto?

imene vagina hymen

L’imene è composto di tre strati: due superfici di mucosa denominate facce, di cui una vestibolare, rivolta verso l’esterno, e una vaginale, verso l’interno, e un sottile strato intermedio di tessuto connettivo più o meno ricco di fibre elastiche.

Ed è delimitato da due margini: quello libero, che è il margine del foro, sottile, con un profilo dentellato e raramente regolare; quello aderente, esterno alla membrana, situato vicino alle piccole labbra, dal quale è separato dal solco ninfoimenale.

Allo stato originale, prima che si verifichi una qualsiasi forma di lacerazione, l’imene si definisce, impropriamente, intatto: è qua che inizia la confusione. Se nel nostro immaginario l’imene intatto è una barriera integra e uniforme in attesa di essere abbattuta, nella realtà presenta una o più perforazioni nella parte centrale (a parte casi eccezionali). Le perforazioni sono necessarie per consentire il passaggio delle mestruazioni e delle secrezioni (perdite) vaginali (– Ah, giusto, escono da lì – Eh già).

Dopo il primo rapporto sessuale completo inizia parzialmente a lacerarsi. Ma anche l’utilizzo di assorbenti interni, l’inserimento di svariati oggetti in vagina (a voi la creatività) e la pratica di attività fisiche impegnative come spaccate improvvise, cavalcate rampanti o pedalate aggressive possono modificarne la morfologia.

La lacerazione tuttavia non è traumatica, non avviene improvvisamente in un unico momento tipo foro di proiettile, e l’imene non sparisce una volta penetrato, ma semplicemente subisce delle modifiche. Non è una rottura, una frattura o niente di simile, semplicemente perché la membrana non è una barriera rigida.

L’imene riporta lesioni in misura sempre maggiore durante molteplici rapporti sessuali. La membrana tende a ritrarsi e a perdere il suo aspetto morfologico originale riducendosi a delle piccole escrescenze/linguette intorno all’apertura vaginale, che prendono il nome di lobuli imenali. In seguito al primo parto, e al passaggio della testa del feto, l’imene subisce un’apertura ulteriore e i pochi lobuli rimasti si modificano ritraendosi e cicatrizzando in formazioni irregolari, definite caruncole imenali.

In alcuni casi l’imene è talmente elastico da resistere a diverse penetrazioni senza subire alterazioni nella struttura.

A questo punto dovrebbe essere chiaro che tutto il discorso sulla verginità non ha motivo di esistere. E che qualcuno si è preso giuoco delle menti indifese di fanciulle in tenera età raccontando un sacco di palle.

Uno, nessuno e otto: a ognuna il suo imene.

Non esiste un imene uguale per tutte, ma almeno otto tipologie differenti per forma.

Nelle forme tipiche, più comuni, l’imene può essere:

circular annular hymen

Anulare o Circolare

È la conformazione più tipica, ad anello o diaframma con un unico foro (orifizio dell’imene) più o meno centrale, di dimensioni variabili.

crescentic semilunar hymen

Semilunare o Falciforme

Assume una forma a mezzaluna, con il foro decentrato verso l’alto, in prossimità dell’uretra.

vertical hymen labialis

Labiato o bilabiato

La membrana è formata da due parti laterali, o labbra, separate da una stretta fessura verticale o orizzontale.

Forme atipiche, meno frequenti:

fimbriated denticular hymen

Fimbriato o Frangiato

L’orifizio dell’imene presenta un margine frastagliato, irregolare.

cribriform fenestrated hymen

Cribriforme o Cribroso

La membrana ha una serie di piccole aperture sparse irregolarmente sulla superficie della membrana (se sono solo due di dimensioni 1-3 mm di diametro si chiama microperforato).

septate hymen

Septato o Biperforato

Sono presenti due fori distinti separati da un setto.

imperforate hymen

Imperforato

La membrana chiude completamente l’apertura vaginale, non presenta nessuna apertura.



Lo stato di imene cribroso è abbastanza raro e può essere problematico e causare difficoltà durante la penetrazione o l’inserimento di tamponi, o causare dispareunia.

L’imene imperforato, oltre ad essere problematico per la penetrazione, non permette la fuoriuscita del ciclo mestruale che si raccoglie nella vagina (ematocolpo), causando dolori addominali. Si tratta di un’anomalia congenita che richiede un intervento chirurgico (imenotomia) praticato con un’incisione a croce sulla membrana

In rari casi può essere naturalmente assente dalla nascita o avere dimensioni ridottissime. In questo stato rudimentale si definisce compiacente o incompleto, e rappresenta una variazione di forma dell’imene anulare. Il foro è grande quasi come tutta l’apertura vaginale e l’imene è un anello di dimensioni ridotte che tende a ripiegare verso l’esterno ed è in grado di accogliere diverse penetrazioni senza lacerarsi.

In riferimento alla consistenza, l’imene può essere più o meno flessibile, sottile o resistente. In generale un imene fibroso, ipertrofico o rigido, che si presenta spesso e resistente, può comportare difficoltà nei rapporti sessuali fino ad impedire la penetrazione, o generare dispareunia. L’imene rigido si può facilmente riscontrare nelle atlete, a causa di un’eccessiva attività a fisica.

A cosa serve l’imene?

La domanda è più che lecita, ma la risposta è alquanto deludente.

Dal punto di vista biologico la funzione dell’imene non è ancora chiara a nessuno.

Secondo alcune tesi funziona come una sorta di ‘barriera’ contro sporco e batteri per proteggere l’apertura vaginale ed evitare infezioni durante lo sviluppo dell’apparato genitale nel periodo della pubertà.

Alcuni studiosi attribuiscono all’imene una giustificazione evolutiva in quanto, per la ragione stessa per cui l’imene esiste, la donna sarebbe portata a scegliere di costruire un legame forte con il partner piuttosto che cercare rapporti sessuali casuali.

Imene: Domande & Risposte

Le ragazze chiedono

L'imene si può ‘rompere’ con la masturbazione?

Può succedere se l’imene non è particolarmente flessibile e se durante la masturbazione vengono introdotti in vagina dildo, vibratori o altri oggetti in grado di puntare sulla membrana fino a lacerarla. Con la penetrazione delle dita è più raro ma possibile.

Si rompe utilizzando gli assorbenti interni?

Potrebbe lacerarsi nel caso di un imene più rigido e meno flessibile.

Come faccio a sapere se è rotto o no?

È possibile visionare l’imene dall’esterno facilitandosi con uno specchio. In generale sapere se all’inizio della vagina abbiamo un imene ancora intatto o parzialmente lacerato non cambia nulla.

È possibile rimanere incinte se l'imene non è stato rotto?

Sì. L’imene non è un muro, una barriera invalicabile, un tappo, una porta ermetica. È una membrana parziale e perforata che , allo stesso modo in cui permette il passaggio delle mestruazioni, può filtrare il liquido seminale all’interno del canale vaginale.

Si riforma dopo un po' di astinenza da rapporti sessuali?

No (e perchè mai dovrebbe?). Una volta lacerato, così rimane. Ma non vedo come questo possa causare problemi. Esiste un intervento di chirurgia estetica (imenorrafia o imenoplastica) che attraverso il riavvicinamento e la sutura dei lembi della membrana, ricostruisce l’imene. L’utilità? Nessuna. Esiste anche una stramberia per simulare l’integrità dell’imene, nota come kit della verginità artificiale: arriva dalla Cina e consiste in una membrana gelatinosa da inserire nella vagina, che rilascia un liquido color sangue (‘nella giusta quantità’ si legge nel sito) in seguito alla penetrazione.

I ragazzi chiedono

È possibile che l'imene non permetta la penetrazione?

Generalmente l’imene è dotato di una certa flessibilità e non costituisce un limite alla penetrazione. tuttavia in casi eccezionalI, in presenza di un’anomalia, può complicare o ostacolare la penetrazione.

Perché le fa ancora male anche se non è più vergine? È colpa dell’imene?

Sono numerosi i fattori che possono causare del dolore vaginale durante il coito. La velocità nella penetrazione, la mancanza di lubrificazione, uno stato di ansia che ostacola il rilassamento dei muscoli vaginali, sono tutti fattori che possono rendere dolorosa o fastidiosa la penetrazione. Nella maggior parte dei casi l’imene non causa un dolore rilevante, e comunque non oltre il primo rapporto completo.

Imene e clitoride sono la stessa cosa?

Assolutamente no!! Tra i due, ti è più utile sapere cos’è il clitoride.

Come faccio a capire se una ragazza è vergine e ha l'imene intatto?

Il motivo per cui un ragazzo dovrebbe farsi questa domanda mi sfugge, ma i modi per saperlo sono abbastanza pochi. A) Chiediglielo.. ma magari non lo sa neanche lei, o non vuole dirtelo. B) Chiedile di fartelo guardare.. anche se probabilmente nè tu ne lei avete la minima idea di cosa cercare e che forma abbia. Il mio consiglio è comunque quello di cambiare domanda.

Non è uscito sangue alla prima volta che l'abbiamo fatto ma lei mi aveva detto di essere vergine. Devo crederle?

Spesso l’imene si lacera solo in minima parte durante il rapporto sessuale e non causa fuoriuscite di sangue. A volte non si lacera nemmeno. Detto questo: che ti cambia?

Il preservativo si può rompere se si scontra con l’imene?

L’imene non è un muro, è capace di subire deformazioni e solitamente è molto elastico. è una membrana innocente e generalmente sottile, senza spine, denti, aghi, unghie o qualsiasi altra cosa che possa graffiare, scalfire o danneggiare il preservativo.


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