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Il robot di Lost in Space è un figo spaziale.

Il robot di Lost in Space è un figo spaziale.

Robot di lost in space

Il nuovo sogno erotico delle donne ha un corpo di metallo, arriva da un altro pianeta e non è su Tinder: è il robot di Lost in Space, il reboot dell’omonima serie degli anni ‘60 (a sua volta una rivisitazione del romanzo del 1812 Il Robinson Svizzero).

Da quando Netflix ha rilasciato la nuova serie di fantascienza, ha iniziato a far girare la testa del pubblico. Non per la qualità della serie (che, considerando alcune critiche, la testa l’ha fatta girare dall’altra parte) ma per le sembianze sexy del robot che abita il pianeta sconosciuto sul quale la famiglia di pionieri spaziali Robinson è costretta ad atterrare in seguito alla rottura dell’astronave.

L’attrazione per la creatura metallica dal fondoschiena squisitamente umanoide è diventata materia virale sui social media, dove gli utenti si sono lasciati andare a tweets di sinceri apprezzamenti che hanno tagliato corto sul romanticismo andando dritti al punto: ‘Buongiorno al sedere del robot di Lost in Space e a nessun altro’, ‘Non c’è davvero nessun motivo per cui il robot di Lost in Space debba avere un sedere cosi bello. È una scelta deliberata.’ ‘Okay, non sono l’unico ad avere un’erezione per il robot di Lost in Space, giusto?’.

L’improvvisa tempesta ormonale ha colto di sorpresa gli innocenti creatori di Netflix che pensavano di aver confezionato una serie leggera per l’intrattenimento delle famiglie.
Quando l’ingenua piattaforma di streaming ha preso coscienza della strage di cuori mediatica, ha manifestato il suo stupore pubblicando un video del robot sul canale Twitter ufficiale.

Netflix scrive nel video

Quando Lost in Space ha debuttato eravamo preparati ad una grande reazione. Quello a cui non eravamo pronti era vedere la gente postare pensieri su quanto il robot sia hot. Questo desiderio e’ MOLTO reale. Siamo molto confusi

A spegnere i bollenti spiriti ci ha provato Tinder, che ha gettato acqua sul fuoco con un altro tweet:

No, il robot di Lost in Space non e’ su Tinder.

In fondo non c’è da stupirsi: 

Non è mai riuscito a superare il Captcha.

Questa recente attrazione viscerale per i protagonisti mostrusi e robotici di film e serie tv non è cosa nuovissima se ci pensate. Tutto è iniziato con It/Pennywise, il pagliaccio ballerino (e assassino, dettaglio a quanto pare trascurabile) che, nella nuova veste dell’utlimo adattamento cinematografico, è stato inaspettatamente definito ‘sexy’ e ‘hot’ diventando oggetto del desiderio. Poi è arrivato l’uomo-pesce dal cuore tenero di La forma dell’acqua, che ha anche ispirato la creazione di un dildo (sul quale si è espresso, minimizzando il fenomeno, il regista Guillermo del Toro), e la stessa storia si e ripetuta con Thanos, il cattivo di Avengers: Infinity War, le cui curve hanno diviso i sentimenti dei fan (altro film, altra collezione di sex toy a tema).

Se questa incontrollabile attrazione nei confronti di mostruose creature di fantasia è stato un duro colpo per gli umani narcisi umani di questo pianeta, non posso neanche immaginare l’impatto che possa aver causato sul benessere mentale delle crew di ingegneri che hanno devoluto anni di studio, ricerca e sperimentazione tecnologica all’inseguimento della perfetta umanizzazione dei robot del piacere sessuale. Si ricomincia dal foglio bianco, gente: olio di gomito, tanta immaginazione e tutti al lavoro.


Fonte immagine: lrmimmagine.com


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