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I SHOW FLAG – Intervista Nuda all’arti...

I SHOW FLAG – Intervista Nuda all’artista che trasforma le vulve in opere d’arte

In una cittadina nei dintorni di Francoforte ho incontrato Mirko, l’artista autore del progetto I SHOW FLAG.
Lui di solito chiede alle sue modelle di spogliarsi e sdraiarsi per modellare i calchi delle loro vulve; io gli ho chiesto di svestirsi, sedersi e chiacchierare con me. Ma solo dopo avergli fatto realizzare il calco della mia vulva: per sapere com’è andata leggi l’articolo Da I SHOW FLAG, dove la mia vulva è diventata un’opera d’arte.

Mirko ha iniziato a realizzare calchi in gesso di vulve con l’unico scopo di decorare la sua camera, ispirandosi ad un altro artista (Jamie McCartney, noto per il progetto The Great Wall of Vagina). Poi ha aggiunto un tocco personale dipingendo i calchi con i colori delle bandiere allo scopo più grande di veicolare un messaggio di uguaglianza tra le donne di tutto il mondo. Adesso presenta le sue opere d’arte nel colore originare del materiale per mostrare le diversità anatomiche.

Io ho provato a chiedergli tutto quello che tutti vorrebbero sapere a proposito di questo progetto.

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Certa che fosse la domanda più gettonata ho esordito con:

Quando hai iniziato a modellare calchi di vulve?
Questa è la domanda più frequente. (infatti) Tutto è cominciato come un progetto artistico privato per la mia stanza. Volevo avere un’opera d’arte unica e creativa da esporre in casa, così ho cominciato a realizzare calchi delle vulve delle mie amiche e amiche di amiche.

Perché ovviamente ti piacciono le vulve..
Certo, ma volevo anche qualcosa di davvero speciale. Penso di essere l’unica persona che possiede calchi di vulve di così tante donne diverse a casa propria.

Quando hai cominciato?
Nell’estate del 2014 ho realizzato il primo calco. Allora non promuovevo il progetto, non avevo nessun account su Instagram o Facebook, ancora adesso non sono presente su FB (è su Instagram e Twitter), lo stavo sviluppando esclusivamente per me. È stato veramente complicato trovare le modelle perché non avevo nulla da mostrare per poter convincere le persone a voler partecipare. Le prime 20 sono state le più difficili da trovare.
Poi dopo il divorzio e il trasferimento ad Amburgo ho iniziato ad ospitare viaggiatrici con la piattaforma online CouchSurfing e la mia prima ospite, una ragazza greca, inaspettatamente mi ha chiesto di far parte della mia collezione e di realizzare il calco della sua vulva. In quel momento è partita l’idea di trasformarlo in un progetto reale e pubblico, e di aggiungere un mio tocco artistico personale, così ho realizzato il primo calco dipinto con i colori della bandiera greca. Il passo successivo è stato modificare il profilo su CouchSurfing menzionando il fatto che ero un artista e che stavo lavorando ad un progetto di ambizione internazionale. Ma dopo un po’ di tempo il mio account è stato bloccato apparentemente senza motivo: il supporto mi ha semplicemente informato del fatto che non ero più il benvenuto nella loro community.
Adesso non è più così complicato trovare volontarie, ci sono diverse persone che si rivolgono a me chiedendomi di poter partecipare. È stato un bel cambiamento.

Quanti calchi hai modellato da allora?
Ho smesso di contarli dopo i primi 100, ma credo tra i 200 e i 250.

Vorrei dare alle donne l’opportunità di osservare da vicino com’è fatto il loro corpo e costruire un’immagine positiva del proprio corpo.

 

Qual è lo scopo principale del progetto?
In generale mi piace creare arte e avvicinare l’arte alle persone. Con I SHOW FLAG voglio offrire alle persone una nuova prospettiva in cui guardare all’intimità e alla nudità. In questo momento di estrema accessibilità ad internet e di proliferazione di contenuti pornografici ognuno di noi è esposto a immagini di nudo e sesso senza neanche doverle cercare. Ma allo stesso tempo le persone si nascondono dietro questi temi, rimangono osservatori anonimi.
Vorrei dare alle donne l’opportunità di osservare da vicino com’è fatto il loro corpo, di paragonare le diverse forme e dimensioni esistenti, e costruire un’immagine positiva del proprio corpo.
Quando ho lanciato I SHOW FLAG dipingevo le bandiere sui calchi, ma adesso l’unico obiettivo è quello di mostrare le diversità e le differenze nelle forme dell’area genitale femminile e il progetto sta crescendo ogni giorno. Sono curioso di vedere che direzione prenderà.

Credi che le donne conoscano il proprio corpo?
La maggior parte delle donne cominciano dicendo ‘La mia vulva è brutta’, ‘Le piccole labbra sono troppo lunghe’, ‘ È asimmetrica’, ‘Lo sto facendo per te ma non ho una bella vulva’. Ma dopo aver modellato il calco quasi sempre mi trovo a pensare ‘Ok, non era così brutta come pensavo’.

Questo progetto ha cambiato la percezione che avevi del corpo femminile?
Si e no. A volte pratico naturismo e frequento le saune, quindi sono consapevole del fatto che ci sia una certa diversità nelle forme, ma di solito non mi concentro così tanto sui genitali femminili.
Però mi ha aiutato a capire come le donne vogliono essere trattate realmente da un uomo, in modo rispettoso. Sono un artista uomo e le mie opere d’arte interessano una sfera piuttosto privata e delicata. Devo essere gentile e rispettoso, prima di tutto per trovare persone che vogliano partecipare al progetto, e poi per gestire il processo di modellazione nel modo più professionale possibile.

Mettere insieme i primi 100 pezzi è stato un percorso lungo un anno.

 

Come hai proposto i primissimi calchi?
Per il primo in assoluto, per il mio uso privato, ho chiesto a delle amiche e loro amiche. Qualche volta ho chiesto anche a persone che non conoscevo, magari tramite internet. Durante la conversazione dicevo che ero un artista, uomo, e chiedevo se potevano considerare la possibilità di partecipare.
Mettere insieme i primi 100 pezzi è stato un percorso lungo un anno.

Immagino che tu abbia ricevuto molte risposte negative.
Si, ma solo tramite internet. Mi ero iscritto a diversi forum, tra cui alcuni erotici, su cui contattavo persone random, donne, alle quali mi presentavo come artista che stava cercando delle modelle per un progetto. Ho ricevuto diverse risposte maleducate, mi chiedevano se fossi un maniaco, pensavano volessi solo vedere donne nude. Questo succedeva perché non avevo ancora lavorato sulla mia presentazione e non potevo dare una panoramica di quello che stavo realizzando. Adesso tutti possono vedere che si tratta di un progetto strutturato con dietro un artista e non un maniaco.
Ma per quanto riguarda il primo calco da quando ho trasformato il progetto da privato a pubblico, non ho dovuto chiedere di partecipare.
Allora avevo già dei calchi esposti in casa. C’era questo grande collage di 66 vulve modellate tenendo le gambe divaricate e due quadri con 21 calchi ognuno, tutti neutri, non dipinti, che mostravano la vulva tra le gambe chiuse e parallele. Queste erano fotografie che chiunque entrava in casa poteva vedere, compresi i viaggiatori arrivati con il Couchsurfing. Una di loro mi ha chiesto se fossi io l’artista dei calchi e se potesse partecipare. Quindi non sono stato io a dover chiedere, la mia prima ospite ha chiesto a me di diventare parte del progetto (la ragazza greca) perché ha pensato potesse essere un’esperienza nuova e creativa con cui arricchire il suo viaggio in Germania. Questo è un grande risultato nella mia lista.

Adesso stai cercando altre partecipanti?
Dopo essermi trasferito da Amburgo in questa piccola cittadina fuori Francoforte sto cercando delle volontarie in quest’area. Diverse persone vorrebbero partecipare ma vivono troppo lontane, come Brasile, Venezuala o USA. Adesso devo concentrarmi sull’area in cui mi trovo, in un raggio di 50 km intorno alla mia città. È un nuovo inizio per il mio progetto e non sarà semplice.

Alcune partecipanti sono in una fase di grande cambiamento e il progetto fa parte del fare qualcosa che non avrebbero mai fatto prima.

Perché pensi che le donne decidano di partecipare al tuo progetto?
Per la maggior parte è una nuova esperienza. Alcune sono curiose di vedere come sono fatte. Alcune vogliono avere un calco da mostrare ad altri, forse ai compagni o gli amici, o semplicemente da tenere per sé. Ad alcune piace l’idea del progetto e di farne parte. Alcune partecipanti sono in una fase di grande cambiamento e il progetto fa parte del fare qualcosa che non avrebbero mai fatto prima. Altre vogliono avere un calco che mostri com’era la loro vulva prima della gravidanza o del parto, per fare un paragone tra prima e dopo.

Ci sono cambiamenti evidenti nell’aspetto dei genitali prima e dopo la gravidanza?
Penso che dipenda da come va il parto. Solitamente l’aspetto rimane lo stesso. Non so se possa cambiare in caso di gravidanze particolarmente problematiche con ripercussioni sul fisico o dopo diversi parti o con gravidanze portate avanti in età avanzata. è una parte del progetto che svilupperò.

C’è qualche limite, di età o condizioni fisiche, per poter partecipare al tuo progetto come modella?
L’unico requisito è essere maggiorenni, per ovvie questioni legali. è l’unico limite, per il resto chiunque può partecipare.

(Poi ci pensa e aggiunge)

Ok, chiunque tranne mia mamma. Non ancora, non sono pronto. è molto curiosa a proposito del mio progetto ma penso che anche lei non sia ancora pronta. Non ne sono sicuro ma preferisco non saperlo!

Davanti a centinaia di calchi di vulve diverse rimangono dai 15 ai 30 minuti immobili ad osservarli e raccogliere idee.

Come reagiscono le persone di fronte ai tuoi calchi? 
Di solito quando si trovano di fronte alle mie opere per la prima volta si crea un lungo momento iniziale di silenzio, anche quando sono insieme ad altri. Davanti a centinaia di calchi di vulve diverse rimangono dai 15 ai 30 minuti immobili ad osservarli e raccogliere idee. Poi si avvicinano e osservano in modo più attento tutta la collezione oppure si concentrano su un calco alla volta. Per ultima arriva una lunga chiacchierata con me. Le domande più frequenti sono ‘Chi è la più giovane?’ e ‘Qual è la tua preferita?’. E una frase tipica è ‘Sembrano tutte così diverse, non immaginavo esistesse una tale varietà di forme’.
Dopo un po’ chiedo alle donne se hanno individuato la loro. Perché io so che ci sono alcune forme tipiche che si ripetono, probabilmente una decina, e tra tutte ce n’è almeno una che si avvicina alla propria.

Quindi hai una tua vulva preferita..
Si, certo. è bellissima. Ci sono diversi tipi di vulve che preferisco. Mi ricordo perfettamente le modelle a cui appartengono 5 dei calchi tra tutti quelli che ho fatto. Per gli altri non posso neanche dire quando li ho fatti, chi fosse la modella o come fosse. Magari se dopo leggo i nomi associati ai calchi mi viene in mente la modella e qualche ricordo dell’esperienza. Ma di solito dimentico nello stesso giorno; quando realizzo 15 calchi tutti insieme non sono in grado di dire di chi fosse il numero 2 o 3..

È la tua preferita per la forma, la persona, l’esperienza..? 
Solo per la forma, non ha niente a che vedere con la persona quando dico ‘questa è la mia preferita’. Ma ci tengo a dire che la modella di questo calco aveva più di 50 anni. Ovviamente questa non è l’età del tipo ideale di donna da cui mi sento attratto. Ho realizzato calchi delle vulve di molte ragazze tra i 19 e 23 anni di età, ma se te li mostrassi senza dirti l’età penseresti che siano di un’anziana.

Sei consapevole di cosa ti attragga in una vulva? 
Non so se è qualcosa che scatta in automatico.
Penso sia come quanto stai camminando per strada e ti senti attratto da qualcuno. è una questione di situazioni e contesti, dove ad attirare l’attenzione può essere il colore degli occhi, lo sguardo o il modo di camminare.
La vulva è quello di cui mi occupo, quindi può capitare che nel momento in cui vedo quella di una delle modelle dei miei calchi pensi ‘questa è molto bella’. Ma di solito non guardo così attentamente l’anatomia dei genitali come qualcuno potrebbe pensare. Anche perché in quel momento sono impegnato a gestire la parte tecnica del processo.

Qual è la reazione più comune delle donne dopo che vedono il calco della propria vulva?
Secondo la mia interpretazione, la reazione iniziale è una sorta di delusione. Non so perché, probabilmente se l’aspettavano diverso. Ma tutto cambia pochi minuti dopo. Alcune donne mi dicono che partecipano solo perché io abbia un pezzo in più da aggiungere alla mia collezione e quando le chiedo se vorrebbero un calco anche per loro mi rispondono ‘Noooo, non me ne faccio nulla, non saprei neanche dove metterlo’. Ma una volta di fronte al loro calco la risposta cambia in ‘Ok, ne voglio uno anche per me’. Magari sono contente di avere una vulva più bella di quello che pensavano. Perché ovviamente puoi farti un selfie o osservare la tua area genitale riflessa allo specchio, ma la prospettiva che puoi ottenere è limitata.

naked interview vulva cast artist

Hai modificato il processo di realizzazione del calco da quando hai fatto il primo? 
(Ride)
Assolutamente si! Risparmio un sacco di materiale adesso. All’inizio impiegavo dalla mezz’ora all’ora per realizzare un calco ed era un casino. Con il tempo ho imparato a gestire le risorse di tempo e materiale e ad ottimizzare la procedura. Non credo sia possibile migliorarla ulteriormente. Ci sono voluti circa 50 calchi per trovare il mio setting ideale ma adesso posso potenzialmente realizzare un calco ovunque mi trovi.

Guardi ancora le vulve con curiosità o sono già diventate un’abitudine? 
All’inizio ero curioso durante ogni fase del progetto, soprattutto per la possibilità di osservare una grande varietà di forme. Ma adesso sono concentrato solo sul processo, sulla cura dell’aspetto artistico e sul far sentire le partecipanti a proprio agio durante il corso dell’esperienza. Penso che la curiosità sia diminuita dopo i primi 50 calci.

Per adesso questo non è il tuo lavoro principale. Oltre che un artista sei un marito, un figlio, un padre, un amico e un veterinario. Come gestisci tutti i ruoli e le relazioni interpersonali? 
Per quanto riguarda i colleghi ad Amburgo, sapevano cosa stessi facendo. Sono stati anche pubblicati degli articoli nei quotidiani locali a proposito di I SHOW FLAG e alcuni clienti mi hanno fatto delle domande. Penso che molte persone sapessero cosa stavo facendo ma non mi hanno mai chiesto niente.
Il mio lavoro di veterinario è quello che limita il mio tempo in misura maggiore. Una volta rientrato a casa inizia il mio tempo libero da passare con la mia famiglia. Ho iniziato a sviluppare il progetto prima di conoscere mia moglie e di recente sono diventato papà. Prima avevo molto più tempo a disposizione per produrre calchi con maggiore frequenza. Dopo la nascita di nostra figlia è cambiato tutto. Adesso cerco di concentrare più calchi in un unico giorno. Solitamente li realizzo a casa, quindi preferisco non avere ogni giorno una persona diversa da ospitare per il progetto.
Mia moglie mi supporta completamente nel portare avanti il progetto, non pone alcun limite, ma nel suo rispetto cerco di non togliere troppo tempo alla mia famiglia.

Era gelosa all’inizio? 
No, mai. Mi ha supportato da sempre.

Fantastico! 
Si, ed era una di quelle che stanno di fronte alle mie opere d’arte senza dire una parola per mezz’ora.

Hai realizzato il suo calco? 
Questo è un segreto. Ma posso dirti che non le avrei mai chiesto di partecipare, perché voglio che siano le persone a chiederlo a me. Non voglio spingere né forzare nessuno a farlo in nessun modo.

Lei è presente durante il processo di modellazione del calco? 
Non è quasi mai nella stessa stanza, ma dipende da come si sentono le modelle. Se preferiscono stare solo con me, rispettiamo la loro scelta. Ma in molte le hanno detto ‘vieni, siediti che facciamo due chiacchiere mentre lui fa quello che deve fare’.

- C’è qualcosa di particolare nella mia camera, non pensare a nulla di strano, dagli un’occhiata quando vieni e poi ne parliamo. -

E i tuoi amici? Devi nascondere qualcosa quando inviti qualcuno a casa? 
All’inizio c’eravamo solo io, la mia arte ed il mio lavoro. Solo i miei amici più vicini sapevano a cosa stavo lavorando, ridevano del mio progetto e mi dicevano che non sarei stato in grado di trovare neanche 10 volontarie. Così è cominciata la sfida.
Ad altri amici del passato non ho detto nulla ma semplicemente perché vivono lontani e non c’è mai stata l’occasione di farlo.
Un amico è venuto a trovarmi ad Amburgo quando vivevo lì. Gli ho mandato un messaggio 15 minuti prima che arrivassi dicendogli ‘Guarda che c’è qualcosa di particolare nella mia camera, non pensare a nulla di strano, dagli un’occhiata quando vieni e poi ne parliamo’. Era davvero spaventato, non sapeva cosa pensare.
Avevo timore che molte delle persone che conosco non avrebbero reagito in modo positivo, invece in genere ho sempre ricevuto ottimi feedback.
Dopo che ho conosciuto mia moglie abbiamo invitato i miei ed i suoi genitori per mostrargli il progetto (sono stati gli ultimi invitati), e anche il loro parere è stato positivo e lo è ancora. Parlano di quello che faccio con i loro amici e ne vanno in qualche modo fieri.
Comunque si, devo coprire qualcosa a volte. Ho coperto le fotografie dei calchi con immagini normali nel caso in cui debba ricevere persone che non dovrebbero confrontarsi con questo tipo di contenuti, come i bambini. O il postino!

Come hai spiegato il tuo progetto ai tuoi genitori? 
L’ho lasciato fare a mia moglie! Poi gli ho spiegato che volevo realizzare qualcosa di unico, insolito ma artistico, e che mi piace quello che faccio, e loro hanno pensato che andasse bene e fosse interessante.

È una conversazione genitori/figli alquanto atipica.. 
Anche la situazione. Eravamo a cena, seduti tutti insieme ad un grande tavolo, e c’era questo quadro enorme con 42 vulve dietro di noi. Era uno scenario interessante.

Qualcuno ha provato imbarazzo di fronte al progetto? Hai perso alcuni amici per questo? 
Non imbarazzati. Penso che tutte le persone che conosco siano solo curiose, magari sorprese, e vogliono vedere sempre di più. Mi chiedono periodicamente se ho qualche calco nuovo o particolare.
Ma ho perso un amico, solo uno. Pensavo che fosse uno dei miei migliori amici quando stavo ad Amburgo, abbiamo viaggiato insieme, siamo stati in Thailandia, abbiamo condiviso esperienze e passato dei mei momenti. Ma appena ho cominciato questo progetto mi ha voltato le spalle dicendomi che era osceno, che io ero un pazzo e non avrebbe più voluto vedermi.

Vorresti trasformare questo progetto nel tuo lavoro? 
Ottima domanda. Penso che sia il sogno di chiunque avere un lavoro a tempo pieno per il quale dover fare tutte quelle cose che normalmente faresti nel tempo libero come hobby.
Se ci fosse davvero l’opportunità di renderlo tale, e non solo una fantasia, di guadagnare con la mia arte e fare l’artista a tempo pieno, allora questo sarebbe il mio sogno. Perché è la mia passione, non lo percepisco come un lavoro.

C’è un flusso enorme di immagini di nudo e sesso e le persone lo stanno guardando da una prospettica sbagliata.

Sai che un giorno dovrai spiegare il progetto a tua figlia, vero? 
Si, lo farò. Io e mia moglie siamo una coppia abbastanza moderna, dalla mentalità aperta, e non sarà un problema affrontare i temi legati all’intimità, alla sessualità e alla nudità. Vorremmo che percepisse tutte queste cose come normali. Non vogliamo che si costruisca un’immagine sbagliata nel momento in cui comincerà a navigare su internet. Non ho idea di cosa succederà da qui ai prossimi 10 anni in riferimento all’accessibilità dei contenuti e ai limiti, ma in questo momento c’è un flusso enorme di immagini di nudo e sesso e le persone lo stanno guardando da una prospettica sbagliata. Questo può diventare un problema per le nuove generazioni. è necessario che persone come me ed altri provino a modificare il punto di vista, è una delle motivazioni che mi spinge a fare quello che faccio.

Quindi magari un giorno sarai invitato durante ad una delle giornate padre/figlio a scuola, per spiegare il tuo lavoro davanti ai suoi compagni di scuola.
Per allora penso che nostra figlia avrà così tanta fiducia e stima in se stessa che andrà fiera di quello che faccio. E che fa sua mamma, perché siamo una coppia e in quanto tali facciamo le cose insieme. E penso che non le interesserà quello che potrebbero dire gli altri. Se altri genitori in quella scuola avranno problemi con quello che faccio, questo non è ne un mio, ne un suo problema.

Il tuo progetto ha a che fare con la sessualità in qualche modo? 
Nello stesso modo in cui hanno a che fare con la sessualità gli scatti fotografici di nudo e le scene erotiche (erotiche, non pornografiche) di cinema e tv. C’è qualche pensiero sessuale quando sei in una spiaggia per naturisti o in una sauna? Penso che sia la stessa cosa.
Da parte mia, come artista, direi che non c’è nessun modo sessuale di approcciare al progetto. Non posso parlare per le partecipanti, è possibili che alcune motivazioni a partecipare o alcune percezioni abbiano a che fare con qualcosa di sessuale, ma non per me.

Hai mai ricevuto proposte sessuali da parte delle volontarie? 
Solo due volte. Su 200. L’1%. Mi hanno sorpreso perché di solito alla fine del processo tutte lo commentano per il fatto di essere molto tecnico sopra ad ogni altra cosa. Cerco sempre di utilizzare un approccio professionale e condurre il processo guardando all’aspetto artistico, quindi ho pensato ‘Perché mai qualcuno dovrebbe farmi una tale proposta?’

Ti è capitato di osservare qualcosa di inaspettato? Condizioni fisiche insolite? 
Si, qualche volta. Alcune vulve apparivano asimmetriche o avevano le piccole labbra 3/4 volte più grandi di quelle grandi. In alcuni casi le piccole labbra sono estremamente lunghe, in altri tutta la parte visibile dei genitali è molto piccola e raccolta. Puoi osservare forme molto diverse in persone della stessa corporatura, non c’è connessione tra l’aspetto generale del corpo e l’aspetto della vulva. Questo può essere curioso. Come la varietà di colori, da rosa brillante a marrone scuro.
Qualcuna aveva delle leggere malattie cutanee, come foruncoli intorno alle grandi labbra, il che non è stato un gran problema, semplicemente era la prima volta che vedevo qualcosa di simile.
E poi diversi piercings.

Anche adesso, dopo 200 calchi, ognuno può riservare una sorpresa.

Avevi idea del fatto che esistessero tutte queste differenze prima di cominciare?
Sapevo che c’erano molte differenze ma non tutta questa varietà. Anche adesso, dopo 200 calchi, ognuno può riservare una sorpresa. Alcune vulve sono molto facili da modellare, altre molto complicate, ma è solo una questione puramente tecnica.

Cos’hai imparato da questo progetto?
La comunicazione. E l’inglese!
La maggior parte delle partecipanti non è tedesca, quindi ho dovuto imparare l’inglese. Trovo difficoltà ma sto migliorando e mi trovo a più agio.
Ho anche imparato come comunicare il progetto nel modo corretto e utile ad attirare l’attenzione delle persone ed invogliarle a contribuire.

Ti consideri un esperto di vulve?
Si. Ma solo per quanto riguarda la parte esterna. La parte interna è la vagina ed è tutta un’altra cosa. Le persone solitamente si riferiscono ai genitali femminili chiamandoli vagina, ma si tratta solo della parte interna di tutta la vulva. 
Per quanto riguarda la forma della vulva e le diversità, mi definirei un esperto.

Trovo affascinante il fatto che per me la vulva di un calco sia solo una vulva, ma per te ognuna abbia una storia, sia legata ad un’esperienza e ad una persona in particolare. Immagino che ne ricordi diverse..
Tutte le esperienze fino adesso sono state molto positive e questo è in parte quello che spinge  mia moglie a supportarmi. Abbiamo incontrato moltissime persone interessanti grazie ad I SHOW FLAG. Alcune vengono solo proprio per realizzare il calco, non hanno molto tempo per parlare e il processo dura non più di un’ora da quando le accogliamo a quando le salutiamo. Ma anche in quel caso l’esperienza è interessante e si può imparare qualcosa anche dalla conversazione più breve.

Quella è stata la prima volta che il mio progetto è diventato oggetto di discussione politica.

Ti sono capitate delle brutte esperienze?
Non davvero brutte in realtà, solo alcune particolari e inaspettate, eccetto una.
Una volta ho realizzato il calco di una ragazza proveniente dall’Azerbaijan. Subito dopo lei ha pubblicato una foto sua con il calco su Instagram ed è diventata bersaglio del governo, dei familiari e degli amici. Ha dovuto chiedermi di mettere via il suo calco. Quella è stata la prima volta che il mio progetto è diventato oggetto di discussione politica ed è comparso sui quotidiani e i programmi televisivi del suo stato sotto una cattiva luce. è stato commentato come ‘una vergogna per la nostra nazione, la nostra bandiera, la nostra terra’, ‘Perché mai una donna dovrebbe andare in Germania per fare una cosa simile?’. Questa è stata l’unica brutta esperienza che mi è capitata.
Ma ce n’è stata anche una decisamente divertente.
Ho ospitato una ragazza del Guatemala, molto carina, che mi ha contattato dicendomi che le piaceva il mio progetto e avrebbe voluto partecipare, mi ha chiesto dove vivevo e ha detto che sarebbe venuta ad Amburgo. Dopo che è arrivata abbiamo chiacchierato, ha guardato le fotografie e i calchi, e dopo un po’ le ho chiesto se potevo iniziare a preparare la stanza e il materiale. Lei mi ha detto di procedere e una volta che tutto era pronto le ho chiesto di togliersi i pantaloni e l’intimo e di sdraiarsi sul divano. Al che mi ha detto -Devo togliermi i pantaloni? Sei serio? Pensavo che avresti elaborato l’immagine del calco nella tua testa, non posso farlo!-. C’è stato un momento di enorme imbarazzo, poi una lunga risata. Mi ha spiegato che non si sentiva a proprio agio a rimanere nuda di fronte a un uomo, per giunta sconosciuto, ma anche ad altre persone in generale. Non se ne parlava. Ma le piaceva il progetto e si era fatta un’idea della sua partecipazione come ‘io rappresento il Guatemala e tu cerchi di immaginare come possa essere fatta la mia vulva sulla base della mia origine’. Allora avevo già il sito web e l’account Instagram, quindi ho pensavo che le persone arrivassero ben informate sulla mia arte.

Vorrei che I SHOW FLAG diventasse un marchio con cui le persone possano diffondere messaggi positivi nel mondo.

 

Quale sarà l’evoluzione futura del progetto?
Il mio obiettivo è quello di diventare un artista conosciuto in tutto il mondo per questo progetto. Voglio produrre arte a modo mio. Mi piacerebbe organizzare degli eventi e delle esposizioni con i miei pezzi d’arte e vorrei che I SHOW FLAG diventasse un marchio con cui le persone possano diffondere messaggi positivi nel mondo.

Il nome I SHOW FLAG si riferisce ai primi calchi dipinti con i colori delle bandiere.
Si ma per me ‘mostrare una bandiera’, in senso più ampio, è sinonimo di fare una dichiarazione, prendere una posizione di fronte ad altri. Mostrare la bandiera è come sostenere qualcosa in cui credi. Partecipando a questo progetto, le donne possono rappresentare la propria terra, sostenere i propri diritti di donna in quella terra, o dichiararsi contrarie al fenomeno della mutilazione genitale femminile o della chirurgia plastica vulvo-vaginale. Mi piace pensare al progetto come aperto e non statico. L’idea alla base di I SHOW FLAG combinata con il progetto dei calchi di vulve è un modo di attirare l’attenzione delle persone. Il calco può diventare una tela bianca che la modella può utilizzare per comunicare un messaggio o far parte di un progetto più grande utilizzato per sostenere una posizione. Il mio progetto potrebbe essere utilizzato per aumentare la consapevolezza su temi come il cancro vulvare o vaginale. Potrebbe essere un possibile sviluppo futuro.

Mi piace quella cosa di paragonare le vulve ai fiocchi di neve..
Si, Snowflake potrebbe essere il titolo della mia prossima esibizione. 

I fiocchi di neve sono bellissimi, ognuno è diverso dall’altro, e devi maneggiarli con cura, usando un tocco delicato, altrimenti si distruggono. Potrebbe essere un simbolo interessante da associare ai calchi delle vulve.

naked interview vulva cast artist

Vuoi aggiungere qualcos’altro?
Si, voglio ringraziarti per quest’intervista. Uno dei miei obiettivi è quello di connettere persone ed artisti di tutto il mondo per condividere idee forti e opere artistiche in grado di combattere contro quello che c’è di sbagliato. Ma tutti insieme, perché è molto più efficace rispetto a combattere da soli.


Video & Fotografie I’M


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