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Il sesso lesbo nascosto nelle emoji del tuo smartp...

Il sesso lesbo nascosto nelle emoji del tuo smartphone

sexting with emojy

Ho appena scritto (qui) di come una miope e fuorviante educazione sessuale che da anni ci propinano le scuole sia completamente incapace di preparare future donne e futuri uomini a costruire una vita sessuale positiva, felice, consapevole, divertente e soddisfacente. Del fatto che debba espandere il proprio vocabolario ed includere parole come clitoride, orgasmo e piacere. Di quanto sia fondamentale che lasci cadere il paraocchi puntato sull’eterosessualità come unica opzione concepibile e normale, e che smetta di negare l’esistenza di lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e asessuali (eh già, esistono anche loro e sono tra noi) alimentando paura, rifiuto e discriminazione.

Quello che non sospettavo era che ci stessimo anche accontentando di un sexting rudimentale e povero di contenuto. E non mi riferisco alle foto non richieste di peni eretti inviate da aspiranti sciupa femmine in cerca di stupore misto ad apprezzamento ?, boati di approvazione ?, e risposte eccitate di vagine bagnate ?. Sto parlando delle sequenze di melanzane ?, goccioline di squirting ?, banane ? e pesche ? che traducono un ‘mi piace il sesso anale’ in un ’non vedo l’ora di infilare la mia melanzana nel tuo sedere a forma di pesca e farti uscire un sacco di goccioline dalla vagina’.

Per un sacco di tempo abbiamo avuto a portata di dito ? la possibilità di fare del sexting di cultura. Bastava usare in maniera più saggia e informata l’emoji della maschera rossa arrabbiata con il nasone ?

In realtà questa parte di cultura non è appannaggio di tutti ma piuttosto una sfumatura di linguaggio esclusiva della sessualità lesbica: il diavoletto accigliato che popola le nostre tastiere con le faccine dal 2015, è in realtà una maschera utilizzata durante il sesso lesbo.

Si tratta di una maschera Tengu, ispirata a creature fantastiche dell’iconografia giapponese, che compare spesso durante i festival religiosi.

La stessa maschera è stata utilizzata come sex toy nella rappresentazione giapponese del sesso saffico nel 17esimo secolo.

Per questa nuova ventata intellettuale dobbiamo ringraziare Whores of Yore, l’account Twitter che ha postato una stampa shunga (l’arte erotica giapponese) dello stesso periodo raffigurante due donne che fanno sesso. Una delle due indossa una maschera rossa Tengu come fosse uno strap-on per penetrare la partner con il lungo naso. ?

Dicono che un battito di ali di farfalla ? possa scatenare un effetto di proporzioni enormi come un uragano dall’altra parte del mondo.

Allora voglio pensare che questa piccolo e apparentemente innocuo frammento di conoscenza digitale possa scuotere l’alfabetizzazione sessuale e gli equilibri geopolitici mondiali.

La mia mente si sta proiettando in un futuro di crescita lampo del PIL giapponese ? grazie alla vendita di maschere Tengu ?, dovute all’incremento della domanda della comunità lesbo, e mamme che si fermano sui marciapiedi durante un gay pride ?️‍? per spiegare ai figli che no, i gay non sono creature diaboliche e perverse, ma che quelle maschere rosse accigliate indossate dalle lesbiche durante la sfilata provengono da un’affascinante cultura artistica originaria del paese del Sol Levante.

Vabbè, lo sappiamo tutti che le cose andrebbero verosimilmente in un’altra direzione; che le copie cinesi delle maschere sbaraglierebbero i competitor di mercato nipponici e che l’unico ampliamento di cultura si tradurrebbe in una nuova categoria di video bizzarri su PornHub con lesbiche che indossano maschere di Pinocchio come strap-on.


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