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Beati i gay se gli etero non sono onesti

Beati i gay se gli etero non sono onesti

don't spank me please illustrazione

Sopraffatti ed incantati dalle ripetute informazioni e notizie riguardanti il sesso, ci illudiamo di star vivendo un’epoca illuminata della sessualità caratterizzata da libertà ed emancipazione.

Osserviamo l’industria del piacere sessuale espandersi al ritmo di vendite di sex toys, lingerie sexy e romanzi erotici, visualizzazioni di video pornografici e messa a punto di amanti robotici dotati di organi sessuali intercambiabili.

Nelle uscite goliardiche con gli amici siamo pronti a snocciolare brillanti statistiche delle prestazioni sessuali con orgoglio e spirito di competizione, come se la qualità del sesso fosse quantitativamente misurabile in termini di frequenza e durata.

A giudicare dai titoli lanciati giornalmente sul web a contendersi click e page views, dovremmo ormai avere una cultura consolidata a proposito de ‘le 10 migliori posizioni per farla impazzire’, ‘i cibi afrodisiaci che risvegliano il desiderio’, ‘le zone erogene più misteriose’, le ‘tecniche per farla urlare di piacere’ e altre nozioni da guru del sesso.

Il sesso dovrebbe essere un gioco da ragazzi, un’arte senza segreti da padroneggiare con disinvoltura e serenità.

Invece viviamo in costante tensione tra la finta ostentazione di sicurezza e la reale inadeguatezza nel vivere la sessualità con genuino trasporto e liberatoria soddisfazione.

Quando la porta della camera da letto si chiude e il sesso diventa una materia privata da approfondire con il partner, a venire a galla non sono i numeri da record ma le insicurezze, i dubbi, l’imbarazzo e l’ansia da prestazione.

Disorientati da pregiudizi e stereotipi, proviamo a trasmettere un’immagine accettabile di noi stessi mentre cerchiamo di rispondere ai requisiti previsti dal ruolo di genere definito da religione, cultura e convenzioni sociali, e di aderire a quello che crediamo sia l’ideale di normalità in materia di sessualità.

fantasie sessuali illustrazione [1]

Temendo il rifiuto da parte della persona amata sotto le lenzuola, teniamo i nostri reali desideri e fantasie sotto coperta, senza capire come conciliare le figure di compagno gentile e premuroso, fedele all’amore monogamo, e amante appassionato ed esplorativo, aperto alle avventure poligame.

Ci troviamo così frustrati e insoddisfatti, incapaci di far convivere sesso, amore e piacere.

E per quanto possiamo impegnarci per segnare ‘x’ sul calendario e mantenere una frequenza di rapporti sessuali da poter vantare, non riusciremo a godere di una sessualità davvero illuminata ed appagante fino a quando non troveremo il coraggio di accettare e condividere i nostri desideri e fantasie e di “parlare alle persone che amiamo con pionieristica onestà dei contenuti dei nostri pensieri”.

Ecco perché ad oggi la liberazione sessuale non è mai realmente avvenuta. Come sostiene questo illuminante video realizzato per The School of Life con le animazioni di Jesse Collett e testo di Alain de Botton:

Sexual Non-Liberation (Non-Liberazione Sessuale)

 

Se la ragione delle frustrazioni e dei problemi che rendono il sesso una materia così complicata è l’incapacità di condividere apertamente fantasie e preferenze, la soluzione è semplice e quasi banale: parlare (non di che tempo fa) con la persona con cui condividiamo il materasso (e il tavolo della cucina, i sedili della macchina…).

Aprirsi con il partner significa imparare e comunicare cosa ci piace e cosa non ci piace, e utilizzare queste informazioni per la soddisfazione sessuale di entrambi, con il rischio di scoprire insieme nuovi modi di vivere la sessualità.

Sebbene anche il più grande seduttore della storia avesse capito l’importanza del dialogo nella ricerca del piacere, la comunicazione è qualcosa che gli amanti eterosessuali devono ancora imparare da quelli omosessuali.

casanova ritratto
[2]

[…] e se non si
può parlare
il piacere amoroso diminuisce di almeno due terzi

Giacomo Casanova

 

È infatti nell’abilità di disquisire sul piacere sessuale che i gay si distinguono dagli etero facendo del sesso migliore e più frequente, e alla base c’è una differenza sostanziale di approccio alla sessualità che Dan Savage non avrebbe potuto spiegare meglio:

Gay Advice For Straight Couples (Consigli da parte dei gay per le coppie etero)

Dan Savage è un giornalista statunitense, autore della rubrica Savage Love (qui tradotta in italiano per Internazionale) dove dispensa consigli sessuali e di coppia. Nel video rispende alla domanda di un lettore: ‘Cosa possono imparare gli etero dalle relazioni tra gay?’ Qui il testo integrale con la traduzione.

 

Nelle relazioni uomo-donna la comunicazione termina con la decisione di andare a letto insieme: dopo il ‘Sì’ arriva il sesso e le persone smettono di parlare, dando per scontato che il rapporto sessuale vaginale per penetrazione sia un epilogo standard ed appagante per entrambi.

Nelle relazioni tra due uomini la conversazione comincia con il consenso ad andare a letto insieme. Dopo il ‘Sì’ il confronto è indispensabile per negoziare quel che viene dopo. Chi inizia a fare che cosa, a chi e in che modo non è qualcosa che si può dare per assodato tra partner dello stesso sesso.

Tutto inizia con poche semplici parole:

Cosa ti piace?

Da quel momento ognuno ha la possibilità di decidere cosa includere e cosa escludere dal rapporto e gli strumenti necessari per provare a soddisfare i propri desideri sessuali e quelli del partner.

Suona facile, ma non pensate che sia banale. Perché la domanda funzioni serve un po’ più di impegno.

Prima di tutto occorre essere sinceri nella risposta, il che implica una certa conoscenza di se stessi e del proprio corpo (la masturbazione potrebbe essere un buon inizio).

È fondamentale smettere di pensare che il rapporto sessuale etero significhi esclusivamente infilare qualcosa da qualche parte e che questo debba piacere a entrambi i partner. La realtà è che la penetrazione è solo uno dei modi in cui stare insieme, e non per forza il più appagante. Aprirsi all’opzione che esistono tanti modi di cercare e provare piacere insieme che non prevedono la penetrazione e sentirsi liberi di provarli e proporli al partner potrebbe risolvere la maggior parte dei problemi di insoddisfazione e difficoltà a raggiungere l’orgasmo e conseguente frustrazione e dolori vaginali vari causati da ansia e paura. Parlo di sesso orale, masturbazione reciproca e qualsiasi attività che vi faccia stare bene (= godere).

La parte più difficile è svuotare quel cassetto della memoria riempito con precetti mascherati da finti valori, preconcetti e tabù sulla sessualità per far posto alla creatività e allo spirito esplorativo che possono guidarci nell’esprimere tutte le fantasie e i desideri che ci fanno eccitare. Ordinati non in base a ‘giusto/sbagliato’ ma ‘mi piace/non mi piace’.

La strada non è facile ma un buon inizio potrebbe essere questo. La prossima volta, invece di sfoggiare un mezzo sorriso all’amico gay e chiedergli se è attivo o passivo per il gusto di saperlo, guardate negli occhi il vostro partner e chiedetegli quale fantasia lo ecciti per il gusto di provarla.

E magari un giorno una donna si sentirà finalmente libera e sicura di dire – La penetrazione non fa per me – trovandosi di fronte ad un partner maschile che invece di cadere nel panico e sentirsi rifiutato proporrà un’alternativa eccitante ed appagante.

 


Illustrazione Morena Nerri


[1]Illustrazione di Jess Collett dal video Sexual Non-Liberation
[2]Ritratto di Casanova – Di Francesco Casanova – Adriano C. from en: wikipedia, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=134753


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